...veramente non è proprio nuovo, è di seconda mano ma tenuto bene.
Ho mai visto un gatto così grosso!; è completamente nero come parte della mia anima, carattere lunare, dorme tutto il giorno ma appena buio si desta e fa casino.
Per questo ed altri motivi tra cui il fatto che è pure un po' tamarretto, l'ho chiamato Lello!
Appena mi viene voglia, pubblicherò foto.
Miaoooo
giovedì 26 maggio 2016
lunedì 9 maggio 2016
infami
E' capitato durante la seconda carcerazione; terminato il rodaggio nella sezione 'in attesa di giudizio' fui trasferita senza possibilità di replica e con immenso dolore nella (ai tempi nuova) sezione 'definitivi'.
Fu un duro colpo abbandonare le amiche e la sezione a cui ero abituata per finire tra l'altro nella cella meno rispettata del Braccio B, quella di Vera che voi conoscete come la slava volante.
Vi ho già raccontato che per cinque mesi mi ero come auto-punita; sotto torpore da terapia sempre, vittima dei sensi di colpa, niente stimoli, chiuso i ponti con l'esterno per orgoglio e vergogna, accettavo vessazioni e umiliazioni che mi feriscono ancora adesso ma che allora mi scivolavano addosso tanto me ne fregava di niente.
Un periodo davvero di merda che terminò con l'ammuraggio della suddetta Vera, reazione violenta che mi valse il titolo di eroina della sezione e la scelta di una cella più consona ad una tosta come me.
Scelsi la cella n.12, quella della Berta che anche se era una gobba di merda aveva il mio stesso humour (roba rara!).
ho fatto un po' di riassunto perchè mi son resa conto che non ricordate proprio tutto quello che ho scritto, problema che ho anch'io quindi ecco qui
Iniziai a riprendere vita, le nebbie si dissipavano e cominciavo a notare personaggi che mi parevano familiari; tra queste c'era una bionda figura che incontravo spesso in via Po, così chiesi ragguagli alle ragazze che identificarono la tipa come Liliana, nientemeno che la mamma di Debora!
Questa madre snaturata non solo aveva abbandonato la figlia ed i suoi cinque (o sei?) fratelli lasciandoli ad un destino quanto meno incerto ma cercava pure di minare la memoria (flebile) che le detenute avevano di Sdeb raccontando in giro falsità prive di riscontro tra cui spiccava un perentorio giudizio medico noto solo a lei: Sdeb era in aids conclamato!
E fù così che io ancora fresca di nomina (eroina della sezione), mi sobbarcai pure il compito di portatrice sana di verità, perchè io mi ci facevo con Debora, ci scambiavamo pure le siringhe (eh sì!), non solo, eravamo andate insieme al Ser.T. a ritirare le analisi del sangue dove risultavamo entrambe negative all'Hiv!
Berta manco la conosceva Debora ma in quel luogo ogni cosa ti distolga dalla routine è cosa buona quindi appoggiò la mia sete di giustizia ed iniziammo a lavorare per sputtanare la madre di Deb, cosa non facile perchè il marito -grosso importatore di tappeti orientali- andava ogni settimana a farle colloquio recando soldi nel c/c e pacchi di cibo ed abiti che lei elargiva anche in sezione (quel che non le piaceva, ovvio), per comprarsi la gratitudine delle altre; dovevamo quindi cercare il consenso di chi dei suoi regali se ne fregava.
Era solo una persona ma c'era ed abitava la cella adiacente a quella di Liliana; si trattava di una sinta piemontese che chiameremo Susetto, persona piuttosto inavvicinabile perchè aveva gli 'orari differenziati', vuol dire che per qualche motivo sconosciuto a noi detenute semplici lei faceva aria e doccia in altri orari e mai MAI socialità.
Si diceva fosse a causa della sua/o concellina/o che pareva uomo ma che la leggenda metropolitana volle in seguito definire ermafrodita e quindi non poteva fare la doccia con noi...chissà...
Pur se inavvicinabile Susetto aveva in simpatia me perchè ero una ladra e mi aveva vista in azione in via Barbaroux a tener testa ai ricettatori (certo, forse si è persa la mattina in cui causa carenza ho dato via il mio plaid di cachemire per 80.000 lire, sigh!), e le stava simpa pure la Berta in quanto quasi omicida di gargagnone (il solo fatto che dicessimo gargagnone in antico slang piemontese, ci faceva salire il punteggio di gradimento), eppoi la Berta era pure spesina ed essere amica della spesina è di vitale importanza perchè ha il potere di farti arrivare i flauti invece delle camille ed altri, molti altri dispettucci che i liberi non possono capire.
Insomma Berta iniziò ad indagare, cercò di tirar fuori fastidi che Susetto aveva nei confronti di Liliana e poco alla volta scoprimmo che la di Deb mother odiava profondamente le tossiche benchè facesse tutt'altro viso, non solo, le odiava al punto che si segnava quando ne vedeva qualcuna fusa cercando coincidenze sul ritorno dal permesso di questa o quella con l'intento di riferire nel dettaglio in direzione!
Ora, credo che nemmeno la Susetto avesse a cuore la vita delle tossiche ma certamente non avrebbe gradito una perquisa ministeriale dato che l'ultima volta le avevano trovato due cellulari (negli anni '90!!! roba che neanche tutti i liberi erano ancora provvisti di ciò).
Dovevamo giocarci bene questa carta, io non la volevo una così in sezione e neanche Berta che era giusto giusto una di quelle che andava in permesso ma purtroppo pure Liliana faceva vita ritirata e zero socialità quindi ci dovemmo lavorare la sua concellina che conoscevamo per una breve sosta in cella da noi e prima di quanto potessimo sperare, fummo invitate a cena da loro.
Liliana preparò una cena coi controcazzi o, come si diceva dentro, a tre mminchie, roba prelibatissima che però a noi faceva schifo, tutto un menù di pesce che sembrava di essere a Capri, polipi e piovre ovunque dal risotto al tiramisù, animali che noi travasavamo con orrore nel piatto di Mirella appena Liliana si distraeva (potrei scrivere un post intero solo riguardo la cena), ma dovevamo arrivare al dunque prima delle otto e i minuti scorrevano implacabili quindi quando giunse il caffè, tutto d'un fiato e senza fronzolo alcuno, le dissi che io ero la migliore amica di Debora e non avevo gradito affatto il fango che le aveva gettato addosso, non solo: "sappiamo che prendi nota circa i momenti di distrazione ed evasione dalla realtà, sai che questo atteggiamento verrebbe mal visto da tutte e siccome non abbiamo voglia di fare scandalo, tu da bravina stasera fai domanda per cambiare non solo cella ma sezione, intesi?"
Intesissime!
Il giorno dopo di buon ora per non essere vista, Liliana cambiò sezione per una più consona al suo essere, la sezione infami!
Purtroppo queste cose accadono pure da liberi, qui nella mia città. Può capitare che dalla provincia giunga un qualsiasi Machiavelli dei poveri che per qualche ragione per un po' di tempo abbia campo libero per fornire sue convenienti versioni senza contraddittorio e però si sa, le bugie hanno le gambe corte (almeno una!), tutti i nodi vengono al pettine e così via, insomma, stai preoccupata quando mi vedi.
P.S.: Torino è la MIA città
Fu un duro colpo abbandonare le amiche e la sezione a cui ero abituata per finire tra l'altro nella cella meno rispettata del Braccio B, quella di Vera che voi conoscete come la slava volante.
Vi ho già raccontato che per cinque mesi mi ero come auto-punita; sotto torpore da terapia sempre, vittima dei sensi di colpa, niente stimoli, chiuso i ponti con l'esterno per orgoglio e vergogna, accettavo vessazioni e umiliazioni che mi feriscono ancora adesso ma che allora mi scivolavano addosso tanto me ne fregava di niente.
Un periodo davvero di merda che terminò con l'ammuraggio della suddetta Vera, reazione violenta che mi valse il titolo di eroina della sezione e la scelta di una cella più consona ad una tosta come me.
Scelsi la cella n.12, quella della Berta che anche se era una gobba di merda aveva il mio stesso humour (roba rara!).
ho fatto un po' di riassunto perchè mi son resa conto che non ricordate proprio tutto quello che ho scritto, problema che ho anch'io quindi ecco qui
Iniziai a riprendere vita, le nebbie si dissipavano e cominciavo a notare personaggi che mi parevano familiari; tra queste c'era una bionda figura che incontravo spesso in via Po, così chiesi ragguagli alle ragazze che identificarono la tipa come Liliana, nientemeno che la mamma di Debora!
Questa madre snaturata non solo aveva abbandonato la figlia ed i suoi cinque (o sei?) fratelli lasciandoli ad un destino quanto meno incerto ma cercava pure di minare la memoria (flebile) che le detenute avevano di Sdeb raccontando in giro falsità prive di riscontro tra cui spiccava un perentorio giudizio medico noto solo a lei: Sdeb era in aids conclamato!
E fù così che io ancora fresca di nomina (eroina della sezione), mi sobbarcai pure il compito di portatrice sana di verità, perchè io mi ci facevo con Debora, ci scambiavamo pure le siringhe (eh sì!), non solo, eravamo andate insieme al Ser.T. a ritirare le analisi del sangue dove risultavamo entrambe negative all'Hiv!
Berta manco la conosceva Debora ma in quel luogo ogni cosa ti distolga dalla routine è cosa buona quindi appoggiò la mia sete di giustizia ed iniziammo a lavorare per sputtanare la madre di Deb, cosa non facile perchè il marito -grosso importatore di tappeti orientali- andava ogni settimana a farle colloquio recando soldi nel c/c e pacchi di cibo ed abiti che lei elargiva anche in sezione (quel che non le piaceva, ovvio), per comprarsi la gratitudine delle altre; dovevamo quindi cercare il consenso di chi dei suoi regali se ne fregava.
Era solo una persona ma c'era ed abitava la cella adiacente a quella di Liliana; si trattava di una sinta piemontese che chiameremo Susetto, persona piuttosto inavvicinabile perchè aveva gli 'orari differenziati', vuol dire che per qualche motivo sconosciuto a noi detenute semplici lei faceva aria e doccia in altri orari e mai MAI socialità.
Si diceva fosse a causa della sua/o concellina/o che pareva uomo ma che la leggenda metropolitana volle in seguito definire ermafrodita e quindi non poteva fare la doccia con noi...chissà...
Pur se inavvicinabile Susetto aveva in simpatia me perchè ero una ladra e mi aveva vista in azione in via Barbaroux a tener testa ai ricettatori (certo, forse si è persa la mattina in cui causa carenza ho dato via il mio plaid di cachemire per 80.000 lire, sigh!), e le stava simpa pure la Berta in quanto quasi omicida di gargagnone (il solo fatto che dicessimo gargagnone in antico slang piemontese, ci faceva salire il punteggio di gradimento), eppoi la Berta era pure spesina ed essere amica della spesina è di vitale importanza perchè ha il potere di farti arrivare i flauti invece delle camille ed altri, molti altri dispettucci che i liberi non possono capire.
Insomma Berta iniziò ad indagare, cercò di tirar fuori fastidi che Susetto aveva nei confronti di Liliana e poco alla volta scoprimmo che la di Deb mother odiava profondamente le tossiche benchè facesse tutt'altro viso, non solo, le odiava al punto che si segnava quando ne vedeva qualcuna fusa cercando coincidenze sul ritorno dal permesso di questa o quella con l'intento di riferire nel dettaglio in direzione!
Ora, credo che nemmeno la Susetto avesse a cuore la vita delle tossiche ma certamente non avrebbe gradito una perquisa ministeriale dato che l'ultima volta le avevano trovato due cellulari (negli anni '90!!! roba che neanche tutti i liberi erano ancora provvisti di ciò).
Dovevamo giocarci bene questa carta, io non la volevo una così in sezione e neanche Berta che era giusto giusto una di quelle che andava in permesso ma purtroppo pure Liliana faceva vita ritirata e zero socialità quindi ci dovemmo lavorare la sua concellina che conoscevamo per una breve sosta in cella da noi e prima di quanto potessimo sperare, fummo invitate a cena da loro.
Liliana preparò una cena coi controcazzi o, come si diceva dentro, a tre mminchie, roba prelibatissima che però a noi faceva schifo, tutto un menù di pesce che sembrava di essere a Capri, polipi e piovre ovunque dal risotto al tiramisù, animali che noi travasavamo con orrore nel piatto di Mirella appena Liliana si distraeva (potrei scrivere un post intero solo riguardo la cena), ma dovevamo arrivare al dunque prima delle otto e i minuti scorrevano implacabili quindi quando giunse il caffè, tutto d'un fiato e senza fronzolo alcuno, le dissi che io ero la migliore amica di Debora e non avevo gradito affatto il fango che le aveva gettato addosso, non solo: "sappiamo che prendi nota circa i momenti di distrazione ed evasione dalla realtà, sai che questo atteggiamento verrebbe mal visto da tutte e siccome non abbiamo voglia di fare scandalo, tu da bravina stasera fai domanda per cambiare non solo cella ma sezione, intesi?"
Intesissime!
Il giorno dopo di buon ora per non essere vista, Liliana cambiò sezione per una più consona al suo essere, la sezione infami!
Purtroppo queste cose accadono pure da liberi, qui nella mia città. Può capitare che dalla provincia giunga un qualsiasi Machiavelli dei poveri che per qualche ragione per un po' di tempo abbia campo libero per fornire sue convenienti versioni senza contraddittorio e però si sa, le bugie hanno le gambe corte (almeno una!), tutti i nodi vengono al pettine e così via, insomma, stai preoccupata quando mi vedi.
P.S.: Torino è la MIA città
sabato 30 aprile 2016
let it be...
L'ultimo post l'avevo pensato più lungo ma ho dovuto scegliere tra lanciare segni di vita e non scrivere affatto perchè improvvisamente son diventata impegnatissima; mi sto lasciando andare a profondi inevitabili cambiamenti che ci ho messo un po' a digerire ma che adesso mi elettrizzano.
Chissà perchè ogni volta che devo cambiare mi spavento et angoscio.
Qualsiasi vita debba mollare eh!, per esempio quando ho capito che l'amore con la roba era finito ed avrei dovuto diventare altro, mi sono macerata nell'indecisione, crogiolata nel tormento; ho lottato come un toro per oppormi alla nuova me come se quella che lasciavo fosse la migliore vita possibile.
Stessa cosa quando ho mollato (a forza!) la casa in cui ho abitato per trentasei anni. Era lo stabile scandalo di via Bava, come si diceva ai tempi, un palazzo davvero sgarrupato ma per me era il massimo e ci ho sofferto parecchio; chissà dove pensavo sarei capitata invece, anche se ci ho messo un po', sono finita nella zona dei miei sogni.
Bene, anche stavolta quando ho capito che un altro ciclo era terminato mi sono tormentata et angosciata per alcuni mesi poi, come sempre, mi è venuto in soccorso Bowie.
Mi appare una sera in cui il telecomando decise per me; un superDoc dal titolo Five Years che ho beccato già iniziato ma casualmente nel momento in cui lui dice che lascia New York di botto, senza valigie ne' altro che se' perchè sentiva che quella vita si stava spegnendo; voleva vedere cos'altro c'era, chi altro poteva diventare e anche se è stato doloroso lasciare quella città, quella sua vita e quei suoi amici (e sapete quali erano gli Amici di David...), si è lasciato andare con fiducia verso la nuova trasformazione.
Ecco, c'è gente che non cambia mai e il motivo proprio mi sfugge, io inevitabilmente dopo un po' mi annoio a fare ed essere sempre la stessa cosa e ormai dovrei averlo capito ma mi spavento e mi oppongo energicamente e cocciutamente lo stesso tutte le volte che sento di dover mettere la mano sul cambio ma poi, sempre SEMPRE in un modo tra l'accidentale e l'illuminato, un po' come quando mi parte il piede sul reset del computer, c'è quel momento magico in cui mi arrendo, mi rilasso, lascio che sia...
P.S.: anche questo non è il post che avevo in mente l'altro giorno.
Chissà perchè ogni volta che devo cambiare mi spavento et angoscio.
Qualsiasi vita debba mollare eh!, per esempio quando ho capito che l'amore con la roba era finito ed avrei dovuto diventare altro, mi sono macerata nell'indecisione, crogiolata nel tormento; ho lottato come un toro per oppormi alla nuova me come se quella che lasciavo fosse la migliore vita possibile.
Stessa cosa quando ho mollato (a forza!) la casa in cui ho abitato per trentasei anni. Era lo stabile scandalo di via Bava, come si diceva ai tempi, un palazzo davvero sgarrupato ma per me era il massimo e ci ho sofferto parecchio; chissà dove pensavo sarei capitata invece, anche se ci ho messo un po', sono finita nella zona dei miei sogni.
Bene, anche stavolta quando ho capito che un altro ciclo era terminato mi sono tormentata et angosciata per alcuni mesi poi, come sempre, mi è venuto in soccorso Bowie.
Mi appare una sera in cui il telecomando decise per me; un superDoc dal titolo Five Years che ho beccato già iniziato ma casualmente nel momento in cui lui dice che lascia New York di botto, senza valigie ne' altro che se' perchè sentiva che quella vita si stava spegnendo; voleva vedere cos'altro c'era, chi altro poteva diventare e anche se è stato doloroso lasciare quella città, quella sua vita e quei suoi amici (e sapete quali erano gli Amici di David...), si è lasciato andare con fiducia verso la nuova trasformazione.
Ecco, c'è gente che non cambia mai e il motivo proprio mi sfugge, io inevitabilmente dopo un po' mi annoio a fare ed essere sempre la stessa cosa e ormai dovrei averlo capito ma mi spavento e mi oppongo energicamente e cocciutamente lo stesso tutte le volte che sento di dover mettere la mano sul cambio ma poi, sempre SEMPRE in un modo tra l'accidentale e l'illuminato, un po' come quando mi parte il piede sul reset del computer, c'è quel momento magico in cui mi arrendo, mi rilasso, lascio che sia...
P.S.: anche questo non è il post che avevo in mente l'altro giorno.
giovedì 28 aprile 2016
I will be King and you, you will be Prince
Ho sentito o letto l'intervista ad un sociologo il quale asseriva che non ci sarà mai più ne' è mai esistito prima un periodo felice come quello dei Baby Boomers.
Mai c'è stato periodo così lungo senza guerre ed anni spensierati come quelli che abbiamo vissuto Noi degli anni '60.
Quel che spaventa è che lui è certo non sia previsto un altro periodo bello altrettanto.
Mai più!
La morte di questi due mostri sacri della musica, del pensiero, dello stile, mette una pietra tombale sulle sue parole e pur se Prince non ha influito educandomi alla vita come ha fatto Bowie, mi son sentita come se mi avessero rubato i Walker!
A vedere gli speciali a Lui dedicati ho pianto come un Turet un po' perchè quello era Genio puro e un po' perchè... ...perchè?
Per che Lella?
Perchè ho rivisto e rivissuto quel periodo in cui tutto era divertente, nuovo; tutti collaboravano con tutti ma non sotto la parola featuring (cazzo è?), esisteva lo scambio.
Soul to Soul scopriva Caron Wheeler? Prince la prendeva e ne faceva Cream (ed altro), Afrika Bambaataa e John Lydon, Aerosmith e Run Dmc, Curiosity Kill the Cat e Andy Warhol, Keith Haring.... ...beh, Lui se lo facevano tutti.
Uscivamo, ballavamo con anche le gambe e se verso le cinque avevamo fame (sicuro!) si andava ad occupare una panetteria e mangiavamo pizza buona non quella cosa di gomma spugna che mangiano i ragazzini adesso e ora che l'ho scritto penso che non esisteva neanche il Kebab (che belloooo).
Periodo ir-ripetibile l'esatto opposto della musica attuale che è invece ripeti-tiva.
Non sono preda della nostalgia, Noi BB usciremmo ancora e sempre, siamo nati così, abbiamo il divertone nelle gambe e il luccichio negli occhi ma ci deprime il Regno della Banalità, il qual regno è privo di Re ed ora anche di Principi*!
Rest in Prince
*per non dire dei princìpi...
Mai c'è stato periodo così lungo senza guerre ed anni spensierati come quelli che abbiamo vissuto Noi degli anni '60.
Quel che spaventa è che lui è certo non sia previsto un altro periodo bello altrettanto.
Mai più!
La morte di questi due mostri sacri della musica, del pensiero, dello stile, mette una pietra tombale sulle sue parole e pur se Prince non ha influito educandomi alla vita come ha fatto Bowie, mi son sentita come se mi avessero rubato i Walker!
A vedere gli speciali a Lui dedicati ho pianto come un Turet un po' perchè quello era Genio puro e un po' perchè... ...perchè?
Per che Lella?
Perchè ho rivisto e rivissuto quel periodo in cui tutto era divertente, nuovo; tutti collaboravano con tutti ma non sotto la parola featuring (cazzo è?), esisteva lo scambio.
Soul to Soul scopriva Caron Wheeler? Prince la prendeva e ne faceva Cream (ed altro), Afrika Bambaataa e John Lydon, Aerosmith e Run Dmc, Curiosity Kill the Cat e Andy Warhol, Keith Haring.... ...beh, Lui se lo facevano tutti.
Uscivamo, ballavamo con anche le gambe e se verso le cinque avevamo fame (sicuro!) si andava ad occupare una panetteria e mangiavamo pizza buona non quella cosa di gomma spugna che mangiano i ragazzini adesso e ora che l'ho scritto penso che non esisteva neanche il Kebab (che belloooo).
Periodo ir-ripetibile l'esatto opposto della musica attuale che è invece ripeti-tiva.
Non sono preda della nostalgia, Noi BB usciremmo ancora e sempre, siamo nati così, abbiamo il divertone nelle gambe e il luccichio negli occhi ma ci deprime il Regno della Banalità, il qual regno è privo di Re ed ora anche di Principi*!
Rest in Prince
*per non dire dei princìpi...
giovedì 7 aprile 2016
ritorno a Cupertino
Ho di nuovo avuto bisogno di loro, ho dovuto inerpicarmi per quelle scale again perchè mi era sparito il comando virtuale del poddino.
Se non sbaglio era luna piena pure quel giorno, muovevo il pallino/copia (brutta copia) del tastino di accensione e quello mi fa un giro a 360° fino svanire.
Giuro che ho guardato il retro del poddino per vedere se fosse lì e mi son sentita molto scema ma quando ho esposto il problema all'intelligentissima nuova figlia di Jobs e pure lei ha guardato dietro il poddino, mi son sentita meno scema, se lo fa lei che è figlia legittima...
Non l'ho presa per il culo eh, ho fatto solo un ghigno di sorellanza anzi sorellastranza e le ho detto: "Lì non c'è, ho già guardato!"
Ovviamente ha dovuto ricorrere ad un Cupertinos più esperto che ha detto ad entrambe la cosa più banale: "Provate a spegnerlo"!
Abbiamo assunto l'espressione aggià! ed eseguito.
Riappare il pallino.
Però ho un vizio, una volta fatte quelle scale, io non mi accontento di andarmene semplice, dato che sono fin lì voglio risolvere più problemi possibile e siccome non mi avevano ancora detto che dovevo cambiare il display, me la sono andata a cercare:
"Dici che non sarà più possibile farlo funzionare col pallino ufficiale?"
"Eeeeh, credo bisognerebbe cambiare il display"
ecco, mi sento già meglio! ma stavolta la sorellastra esagera e ci aggiunge il carico
"Sempre se è ancora possibile, ormai il tuo i-pod touch è vintage"!
"Grrrr, vintage??? Non ha ancora tre anni!!!! Scusa eh ma tu quanti anni hai?"
"22"
Ti senti vintage?
Se non sbaglio era luna piena pure quel giorno, muovevo il pallino/copia (brutta copia) del tastino di accensione e quello mi fa un giro a 360° fino svanire.
Giuro che ho guardato il retro del poddino per vedere se fosse lì e mi son sentita molto scema ma quando ho esposto il problema all'intelligentissima nuova figlia di Jobs e pure lei ha guardato dietro il poddino, mi son sentita meno scema, se lo fa lei che è figlia legittima...
Non l'ho presa per il culo eh, ho fatto solo un ghigno di sorellanza anzi sorellastranza e le ho detto: "Lì non c'è, ho già guardato!"
Ovviamente ha dovuto ricorrere ad un Cupertinos più esperto che ha detto ad entrambe la cosa più banale: "Provate a spegnerlo"!
Abbiamo assunto l'espressione aggià! ed eseguito.
Riappare il pallino.
Però ho un vizio, una volta fatte quelle scale, io non mi accontento di andarmene semplice, dato che sono fin lì voglio risolvere più problemi possibile e siccome non mi avevano ancora detto che dovevo cambiare il display, me la sono andata a cercare:
"Dici che non sarà più possibile farlo funzionare col pallino ufficiale?"
"Eeeeh, credo bisognerebbe cambiare il display"
ecco, mi sento già meglio! ma stavolta la sorellastra esagera e ci aggiunge il carico
"Sempre se è ancora possibile, ormai il tuo i-pod touch è vintage"!
"Grrrr, vintage??? Non ha ancora tre anni!!!! Scusa eh ma tu quanti anni hai?"
"22"
Ti senti vintage?
martedì 29 marzo 2016
Peccati tutt'altro che mortali
E' successo che giovedì scorso volevo assolutamente morire.
E' andata così: accendo la radio e mi giunge notizia della morte del Grande Johan Cruijff; non ci crederete ma mi ha colpita quasi quanto la morte di Bowie, praticamente la conferma che di là si sta meglio e mi si lascia qui a dividere il mondo con brutte copie, mandrie di fake e bipedi insulsi, sigh!
Fallisce il suo effetto pure il trombone imperiale mattutino ma cerco di fare lo stesso le mie cose anche se priva di verve e nonostante una forza oscura mi spinga ad innaffiare di lacrime il giardino dei rimpianti che prima del 2014 era un deserto (e così mi piaceva!). Il pensiero va' a quel che non ho detto a mia madre e la mancanza di Gulden e del suo amore si fa incalzante.
Faccio ginnastica cercando accordo tra pianto e respiro e capisco che è impossibile. Questo mi frustra ulteriormente.
Mi dico che sarà colpa della luna piena che durante l'equinozio è potentissima e l'astrologa mi aveva pure avvisata che quando è così devo chiudermi in casa per evitare conflitti e robe nefaste...
Lei, la luna, ha picchiato forte! per distrarmi mi butto sul picci (PC) ma il mouse mi muore tra le mani; il telefono, come fosse spento e addirittura mi si ferma l'orologio a muro.
Chiusa in casa come mi ha consigliato lei, l'astrologa, me la prendo con l'unica persona che era in casa, me stessa.
Cavalco l'onda che stavolta non c'è più Gulden a frenarmi e indìco una riunione col Cucuzzaro Celeste assolvendo tutti i suicidi e sfidando le leggi di qualsiasi religione mi convinco che voglio proprio vedere se saremo dannati a vita (o a morte).
Scrivo una lettera d'addio piena di astio e priva di stile e prima di provare a riscriverla passo davanti allo specchio...
...cazzo, fai proprio cagare, vuoi mica morire così? Ci si presenta in queste condizioni all'appuntamento più importante della tua vita? E cosa diranno i soccorritori o chiunque troverà il tuo cadavere?
Decido che intanto facciamo depilée.
Dopo il depilée, la doccia e mentre mi insapono sento la pelle che nonostante l'età è proprio morbida e liscia; uccidere una pelle così, sarebbe un delitto.
Insomma, tra una cosa e l'altra passano alcune ore, faccio tutto molto lentamente da cerimoniale come si deve ed inizio a tentennare ma non demordo, son proprio presa bene a morire certo, bisogna riscrivere la lettera, vuoi mica lasciare una lettera che sembra scritta da Schettino?
Sorge pure un altro problema: scarsità di Tavor. Ce ne sono solo sei, credevo di averne un altra scatola ma la memoria mi ha inculato, sei tavor a me fanno l'effetto di una camomilla e non ho proprio cazzi di vestirmi, truccarmi, andare in farmacia...
Fanculo Morte, son troppo pigra per scendere ora!
Ecco, sono ancora qui, purtroppo Vanità e Accidia hanno eclissato the serious moonlight e con Lei tutte le strambe idee della giornata, se sono Peccati Mortali questi, come mai sono ancora viva?
E' andata così: accendo la radio e mi giunge notizia della morte del Grande Johan Cruijff; non ci crederete ma mi ha colpita quasi quanto la morte di Bowie, praticamente la conferma che di là si sta meglio e mi si lascia qui a dividere il mondo con brutte copie, mandrie di fake e bipedi insulsi, sigh!
Fallisce il suo effetto pure il trombone imperiale mattutino ma cerco di fare lo stesso le mie cose anche se priva di verve e nonostante una forza oscura mi spinga ad innaffiare di lacrime il giardino dei rimpianti che prima del 2014 era un deserto (e così mi piaceva!). Il pensiero va' a quel che non ho detto a mia madre e la mancanza di Gulden e del suo amore si fa incalzante.
Faccio ginnastica cercando accordo tra pianto e respiro e capisco che è impossibile. Questo mi frustra ulteriormente.
Mi dico che sarà colpa della luna piena che durante l'equinozio è potentissima e l'astrologa mi aveva pure avvisata che quando è così devo chiudermi in casa per evitare conflitti e robe nefaste...
Lei, la luna, ha picchiato forte! per distrarmi mi butto sul picci (PC) ma il mouse mi muore tra le mani; il telefono, come fosse spento e addirittura mi si ferma l'orologio a muro.
Chiusa in casa come mi ha consigliato lei, l'astrologa, me la prendo con l'unica persona che era in casa, me stessa.
Cavalco l'onda che stavolta non c'è più Gulden a frenarmi e indìco una riunione col Cucuzzaro Celeste assolvendo tutti i suicidi e sfidando le leggi di qualsiasi religione mi convinco che voglio proprio vedere se saremo dannati a vita (o a morte).
Scrivo una lettera d'addio piena di astio e priva di stile e prima di provare a riscriverla passo davanti allo specchio...
...cazzo, fai proprio cagare, vuoi mica morire così? Ci si presenta in queste condizioni all'appuntamento più importante della tua vita? E cosa diranno i soccorritori o chiunque troverà il tuo cadavere?
Decido che intanto facciamo depilée.
Dopo il depilée, la doccia e mentre mi insapono sento la pelle che nonostante l'età è proprio morbida e liscia; uccidere una pelle così, sarebbe un delitto.
Insomma, tra una cosa e l'altra passano alcune ore, faccio tutto molto lentamente da cerimoniale come si deve ed inizio a tentennare ma non demordo, son proprio presa bene a morire certo, bisogna riscrivere la lettera, vuoi mica lasciare una lettera che sembra scritta da Schettino?
Sorge pure un altro problema: scarsità di Tavor. Ce ne sono solo sei, credevo di averne un altra scatola ma la memoria mi ha inculato, sei tavor a me fanno l'effetto di una camomilla e non ho proprio cazzi di vestirmi, truccarmi, andare in farmacia...
Fanculo Morte, son troppo pigra per scendere ora!
Ecco, sono ancora qui, purtroppo Vanità e Accidia hanno eclissato the serious moonlight e con Lei tutte le strambe idee della giornata, se sono Peccati Mortali questi, come mai sono ancora viva?
lunedì 21 marzo 2016
decimazionen
Adesso io uscire con bicicletta e stendere SETTANTA erasmus spagnoli per vendicare vittime italiane di torpedone!
...scherzo, non è per vendetta
...scherzo, non è per vendetta
giovedì 17 marzo 2016
giovedì 3 marzo 2016
i Cupertinos
Una delle cose che più mi svilisce fare, è andare dal poddaro (leggi Apple Store). Per me è un po' come andare dal veterinario, sai che ti dirà che c'è qualcosa che non va e che dovrai sganciare un bel po' di denaro.
Però da tempo si era bloccato il bottoncino d'accensione del poddino ed ho dovuto affrontare il sacrificio.
Sacrificio non è un esagerazione, te ne accorgi appena cerchi di aprire il superportone (credo in piombo); io tutte le volte ho la tentazione di chiamare Tati perchè devi metterci davvero tutta la forza che hai per provocare uno spiraglio in cui infilarti (e meno male che sono magra), finito ciò, ti piomberesti contro chiunque lì, al piano terra ma quello non è terreno per noi affranti, Noi dobbiamo superare un altra prova: la scalinata.
Certe scalinate di Pechino Express impallidirebbero innanzi a quella della AppleStore ma proprio come nel reality tu affronti la dura prova pur di giungere al Tempio.
Giunta al tempio mi chiedo sempre se sia a causa della carenza di ossigeno se i poddari mi sembrano bassissimi, forse li tengono nel sottoscala, non so, pare un film di Spike Jonze ma siccome non hai più la forza di farti domande, le tieni per loro, per gli intelligentissimi, smartissimi, aggiornatissimi operatori che, è evidente, si sentono tutti diretti discendenti di Steve Jobs.
"Scusa...."
"Un attimo... ...Ha prenotato?"
"no, passavo di qua...
"attenda, si metta lì in coda"..
La coda non c'è, ci sono mucchietti di persone sparpagliate oppure sedute ai tavoli e tutti, tutti hanno l'espressione preoccupata la stessa che trovi nelle sale d'attesa del veterinario.
Finalmente una nana mi si avvicina, le espongo il problema e lei vira subito su una microinnocuascheggiatura del display che pare quasi design e ovviamente mi dice che devo cambiare tutto.
Le dico che ho cambiato tutto non meno di un anno fa e se per favore mi risolve questo problema subito.
Allora lei, la figlia di Steve, si mette a picioccare col poddino, mi crea un bottoncino virtuale che puoi comunque raggiungere in soli 4 passaggi e mi saluta.
Il tempo di girarmi e noto che nella riga del volume è apparsa un icona che mi infastidisce, la figlia di Steve era già occupata con un altro quando le ridico: "Scus...."
"Deve attendere, si metta in coda"...
GRRRRR!!!
Mi accendo un po' di musica va'
Non avevo neanche ancora messo gli auricolari che sento in tutto lo Store 'Let's all chant'...
Ma guarda te che coincidenza, la stavo ascoltando quando sono entrata!
Loro, gli omini di Spike, iniziano ad agitarsi ed a convergere verso una specie di radiolona.
Io, per istinto, stoppo la musica, Loro si rilassano e si risparpagliano.
Aaaah ho capito, è in vendita qualche nuova diavoleria cordless, facciamo divertone allora e zac, schiaccio play e di nuovo tutti gli ominidi preoccupati verso la scatola cantante.
Non li faccio avvicinare troppo, metto in pausa così si tranquillizzano e cerco un pezzo più adatto.
Così fù; mentre si riallontanano tranquillizzati io alzo posta e volume e gli sbatto Tenax nella versione dei Serpenti molto più potente e zarra di quella di Diana Est e vaiiiii, successone!!!, gli affranti tutti alzano la testa spaventati e prima ancora che i Cupertinos giungano in massa verso la radiolona, alzo la mano e dico:
"Sono io, mi cagate adesso?"
Icona fastidiosa sparita in un attimo e codaless!!!
Però da tempo si era bloccato il bottoncino d'accensione del poddino ed ho dovuto affrontare il sacrificio.
Sacrificio non è un esagerazione, te ne accorgi appena cerchi di aprire il superportone (credo in piombo); io tutte le volte ho la tentazione di chiamare Tati perchè devi metterci davvero tutta la forza che hai per provocare uno spiraglio in cui infilarti (e meno male che sono magra), finito ciò, ti piomberesti contro chiunque lì, al piano terra ma quello non è terreno per noi affranti, Noi dobbiamo superare un altra prova: la scalinata.
Certe scalinate di Pechino Express impallidirebbero innanzi a quella della AppleStore ma proprio come nel reality tu affronti la dura prova pur di giungere al Tempio.
Giunta al tempio mi chiedo sempre se sia a causa della carenza di ossigeno se i poddari mi sembrano bassissimi, forse li tengono nel sottoscala, non so, pare un film di Spike Jonze ma siccome non hai più la forza di farti domande, le tieni per loro, per gli intelligentissimi, smartissimi, aggiornatissimi operatori che, è evidente, si sentono tutti diretti discendenti di Steve Jobs.
"Scusa...."
"Un attimo... ...Ha prenotato?"
"no, passavo di qua...
"attenda, si metta lì in coda"..
La coda non c'è, ci sono mucchietti di persone sparpagliate oppure sedute ai tavoli e tutti, tutti hanno l'espressione preoccupata la stessa che trovi nelle sale d'attesa del veterinario.
Finalmente una nana mi si avvicina, le espongo il problema e lei vira subito su una microinnocuascheggiatura del display che pare quasi design e ovviamente mi dice che devo cambiare tutto.
Le dico che ho cambiato tutto non meno di un anno fa e se per favore mi risolve questo problema subito.
Allora lei, la figlia di Steve, si mette a picioccare col poddino, mi crea un bottoncino virtuale che puoi comunque raggiungere in soli 4 passaggi e mi saluta.
Il tempo di girarmi e noto che nella riga del volume è apparsa un icona che mi infastidisce, la figlia di Steve era già occupata con un altro quando le ridico: "Scus...."
"Deve attendere, si metta in coda"...
GRRRRR!!!
Mi accendo un po' di musica va'
Non avevo neanche ancora messo gli auricolari che sento in tutto lo Store 'Let's all chant'...
Ma guarda te che coincidenza, la stavo ascoltando quando sono entrata!
Loro, gli omini di Spike, iniziano ad agitarsi ed a convergere verso una specie di radiolona.
Io, per istinto, stoppo la musica, Loro si rilassano e si risparpagliano.
Aaaah ho capito, è in vendita qualche nuova diavoleria cordless, facciamo divertone allora e zac, schiaccio play e di nuovo tutti gli ominidi preoccupati verso la scatola cantante.
Non li faccio avvicinare troppo, metto in pausa così si tranquillizzano e cerco un pezzo più adatto.
Così fù; mentre si riallontanano tranquillizzati io alzo posta e volume e gli sbatto Tenax nella versione dei Serpenti molto più potente e zarra di quella di Diana Est e vaiiiii, successone!!!, gli affranti tutti alzano la testa spaventati e prima ancora che i Cupertinos giungano in massa verso la radiolona, alzo la mano e dico:
"Sono io, mi cagate adesso?"
Icona fastidiosa sparita in un attimo e codaless!!!
domenica 28 febbraio 2016
lunedì 15 febbraio 2016
invisible???
Quando i preservativi cominciarono ad andare di moda, avevo trovato geniale che la maggior casa produttrice di cappucci si chiamasse Durex; che so, lo trovavo di buon auspicio (almeno per noi italiane...).
Adesso la medesima casa ha immesso sul mercato il suo nuovo prodotto che si chiama INVISIBLE.
Ora, va bene che la maggior parte della popolazione femminile mente spudoratamente quando dice che le misure non hanno importanza ma tu puoi chiamare un copricazzo invisible???
Cosa c'è nella scatola oltre l'odiato pezzo di gomma, una lente di ingrandimento o peggio del Luminol?
Non era meglio Sensible o meglio ancora Captain Sensible così gli uomini privi di fantasia trovavano bell'e pronto un nome per l'attrezzo?
Certo nessuno arriverà alla creatività di IceT che il suo coso lo chiamava Jack the Ripper ma invisible proprio NO, non si può sentire o forse è proprio questo, è un gioco di parole: invisible non si può sentire!!!
Pensate, se non lo scrivevo, non la capivo...
Adesso la medesima casa ha immesso sul mercato il suo nuovo prodotto che si chiama INVISIBLE.
Ora, va bene che la maggior parte della popolazione femminile mente spudoratamente quando dice che le misure non hanno importanza ma tu puoi chiamare un copricazzo invisible???
Cosa c'è nella scatola oltre l'odiato pezzo di gomma, una lente di ingrandimento o peggio del Luminol?
Non era meglio Sensible o meglio ancora Captain Sensible così gli uomini privi di fantasia trovavano bell'e pronto un nome per l'attrezzo?
Certo nessuno arriverà alla creatività di IceT che il suo coso lo chiamava Jack the Ripper ma invisible proprio NO, non si può sentire o forse è proprio questo, è un gioco di parole: invisible non si può sentire!!!
Pensate, se non lo scrivevo, non la capivo...
martedì 2 febbraio 2016
una brutta storia
Quel che vado a raccontarvi è cosa che avevo rimosso ed è come uscita dalla nebbia una di queste notti; un sogno di quelli che ti interrompono il sonno e ti lasciano spaventata a letto.
Con quasi certezza era il '96, dopo essere uscita dalle Nuove avevo cambiato in qualità di ospite indesiderato diverse dimore per poi ritrovarmi come dice una famosa canzone on the road again.
Con tutta probabilità questo sentirmi scartata mi aveva spinto a darmi una calmata, a smettere, ad accontentarmi del metadone ma soprattutto a non chiedere più aiuto a nessuno che tanto poi si pretendeva lucidità, lealtà e un minimo di impegno, cose che non ero disposta a concedere ad alcuno a meno che non fossi io a pretendere da me.
Affittare una casa era fuori portata che non avevo garanzie da apporre ma siccome almeno avevo i documenti (cosa per niente scontata per Lellazepam), avrei potuto provare in qualche albergo.
La mia scelta cadde sull'Hotel Centrale in via Mazzini alle spalle del Conservatorio così ero comoda per il Mauriziano e soprattutto ero in centro.
Alla reception non mi avevano fatto tante storie, solo avvertita che non si poteva portare gente in camera cosa che, vista la popolarità di cui godevo in quel periodo, mi veniva praticamente automatica. Se non ricordo male costava trentamila lire al giorno da pagare puntualmente!!! (questo era il secondo avvertimento della reception).
La brava cazzona orgogliosa e a se'bastante non aveva calcolato che per pagare la camera avrebbe dovuto comunque continuare a rubare e dopo un po' (neanche tanto a dire il vero), decise che rubare per rubare tanto valeva ricominciare a farsi anche perchè sennò si annoiava nella sua stanzetta.
Ho detto stanzetta?
Ecco, non ho mai capito come il Centrale potesse nominarsi hotel perdipiù a tre stelle, a me pareva un classico appartamento di quelli con le stanze che danno su un unico corridoio e purtroppissimo pure un unico bagno per un totale di almeno sei stanze a piano.
Meno male che nella mia stanza avevo un grosso lavandino e che sono cresciuta accontentandomi del solo lavabo per anni e quindi ero allenata a fare comefosseunadoccia.
Non fosse stato per le losche attività delle ospiti, potevi anche avere l'impressione di essere dalle Orsoline perchè era raro incontrare clienti uomini, in pratica la popolazione del Centrale era composto da mignotte (nere e albanesi) e tossiche (io).
Stranamente però da alcuni giorni sulle scale incontravo un uomo presumibilmente angloecc. perchè una volta mi aveva salutato:
"Hi!"
"Ciao" gli risposi io.
Sì, sì, poca lana, il mondo mi scarta e allora fanculo il mondo, zero sympathy, no english.
Quella sera però il mondo, nelle vesti di Gianca e Natascia, decise di darmi un altra possibilità: loro volevano assolutamente vedermi ed io ero presa benissimo dal passare una serata con amici veri tanto che tentai l'opzione 'doccia comune' ma non appena uscii nel corridoio si aprì la porta della camera che occupava colui che ho poi scoperto essere americano che completamente svisato mi chiese aiuto:
"Please, help me!"
Io scostante strinsi a me l'enorme beauty, tirai su il collo dell'accappatoio e sorpresa risposi: "Can I?"
sarebbe: sei sicuro che una come me possa darti aiuto?
Lui davvero disperato disse ancora: "only you can help me" mentre con cautela spalancava la porta della sua camera facendomi intendere che non poteva spiegarmi lì nel corridoio e che potevo fidarmi.
Mi bastò buttare un occhio per capire che si trattava di un fratello...
...stagnole, posaceneri traboccanti, siringhe e un cucchiaio (non capirò mai perchè gli americani non usano la fiala), entrai sapendo che non dovevo temere niente a livello sessuale e quando vidi una spada piena sul comodino posi automaticamente l'attenzione sulle sue braccia grondanti sangue.
Era un fratello a tutti gli effetti, anche lui aveva problemi di vene!!!
Ormai coinvolta a livello solidale gli dissi: "No problem!" che inglesona eh!
Lo misi a sedere e con un asciugamano bagnato gli ripulii le braccia dal sangue ormai coagulo e da vera professionista iniziai ad esplorare la zona stringendo ed intimandogli di pompare con un non so se corretto PUMP! e dopo poco trovai una vena che consideravo GOOD, lui mi porse la spada bella piena devo dire, inserii l'ago, la vena rispose bene, tirai su e quando il sangue invase il TRIGGER alzai lo sguardo ed ebbi modo di vedere sul suo volto gioia e gratitudine.
Il brutto è che con tutta probabilità quello fu l'ultimo sentimento che l'americano provò perchè quando finii di iniettare la dose da lui preparata (è bene dirlo!) i suoi occhi sbiancarono e le labbra divennero viola...
Cazzo, era in OVER!
Gli tirai su le gambe, iniziai a pompare il cuore ma non rispondeva, allora urlai AIUTO nel corridoio, nessuno rispondeva, chiamai la reception, c'era bisogno di un ambulanza.
L'ambulanza arrivò ma c'era più niente da fare e allora dato che era nelle vicinanze arrivò pure un auto della Polizia ed iniziarono tutti ad interrogarmi, me che ero ancora in accappatoio stordita dall'infranta illusione di poter essere utile almeno una volta, l'autostima sotto il culo e come se non bastasse arrivarono pure Gianca e Nat che si spaventarono a vedere tutto quel trambustìo di lampeggianti, credevano mi fosse successo qualcosa ma io apparsi dal balconcino piena di rassicurazione gridando frivoli quanto incredibili:"adesso scendo - arrivo - non vi preoccupate", quando invece ero ostaggio degli sbirri, della vergogna e pure della malasorte.
L'unica cosa che andò bene (il che era per niente ovvio) è che gli sbirri non si accanirono su di me come invece aveva fatto il destino, credettero alla mia versione anche se ero una tossica e così ebbi modo di constatare che la dipendenza è fattore di Ugualianza; pur se scagati dal mondo, un tossico torinese vale quanto un tossico americano cosa che non si può dire a livello di cittadinanza, di politica, di ecceterismo.
L'altra cosa che ho capito è che l'adrenalina batte l'endorfina tanto a zero perchè da fattissima che ero, per cercare di salvarlo, mi è scesa tutta la roba e anche questo è stato poco carino.
Una cosa bella però c'è, Gianca e Nat sono ancora miei amici, mi vogliono ancora bene anche se erano lì quella sera e altre sere e come loro molti altri ma spero tanto non accada di nuovo che una notte esca dalla nebbia qualcosa che pare sogno ma sogno non è.
Con quasi certezza era il '96, dopo essere uscita dalle Nuove avevo cambiato in qualità di ospite indesiderato diverse dimore per poi ritrovarmi come dice una famosa canzone on the road again.
Con tutta probabilità questo sentirmi scartata mi aveva spinto a darmi una calmata, a smettere, ad accontentarmi del metadone ma soprattutto a non chiedere più aiuto a nessuno che tanto poi si pretendeva lucidità, lealtà e un minimo di impegno, cose che non ero disposta a concedere ad alcuno a meno che non fossi io a pretendere da me.
Affittare una casa era fuori portata che non avevo garanzie da apporre ma siccome almeno avevo i documenti (cosa per niente scontata per Lellazepam), avrei potuto provare in qualche albergo.
La mia scelta cadde sull'Hotel Centrale in via Mazzini alle spalle del Conservatorio così ero comoda per il Mauriziano e soprattutto ero in centro.
Alla reception non mi avevano fatto tante storie, solo avvertita che non si poteva portare gente in camera cosa che, vista la popolarità di cui godevo in quel periodo, mi veniva praticamente automatica. Se non ricordo male costava trentamila lire al giorno da pagare puntualmente!!! (questo era il secondo avvertimento della reception).
La brava cazzona orgogliosa e a se'bastante non aveva calcolato che per pagare la camera avrebbe dovuto comunque continuare a rubare e dopo un po' (neanche tanto a dire il vero), decise che rubare per rubare tanto valeva ricominciare a farsi anche perchè sennò si annoiava nella sua stanzetta.
Ho detto stanzetta?
Ecco, non ho mai capito come il Centrale potesse nominarsi hotel perdipiù a tre stelle, a me pareva un classico appartamento di quelli con le stanze che danno su un unico corridoio e purtroppissimo pure un unico bagno per un totale di almeno sei stanze a piano.
Meno male che nella mia stanza avevo un grosso lavandino e che sono cresciuta accontentandomi del solo lavabo per anni e quindi ero allenata a fare comefosseunadoccia.
Non fosse stato per le losche attività delle ospiti, potevi anche avere l'impressione di essere dalle Orsoline perchè era raro incontrare clienti uomini, in pratica la popolazione del Centrale era composto da mignotte (nere e albanesi) e tossiche (io).
Stranamente però da alcuni giorni sulle scale incontravo un uomo presumibilmente angloecc. perchè una volta mi aveva salutato:
"Hi!"
"Ciao" gli risposi io.
Sì, sì, poca lana, il mondo mi scarta e allora fanculo il mondo, zero sympathy, no english.
Quella sera però il mondo, nelle vesti di Gianca e Natascia, decise di darmi un altra possibilità: loro volevano assolutamente vedermi ed io ero presa benissimo dal passare una serata con amici veri tanto che tentai l'opzione 'doccia comune' ma non appena uscii nel corridoio si aprì la porta della camera che occupava colui che ho poi scoperto essere americano che completamente svisato mi chiese aiuto:
"Please, help me!"
Io scostante strinsi a me l'enorme beauty, tirai su il collo dell'accappatoio e sorpresa risposi: "Can I?"
sarebbe: sei sicuro che una come me possa darti aiuto?
Lui davvero disperato disse ancora: "only you can help me" mentre con cautela spalancava la porta della sua camera facendomi intendere che non poteva spiegarmi lì nel corridoio e che potevo fidarmi.
Mi bastò buttare un occhio per capire che si trattava di un fratello...
...stagnole, posaceneri traboccanti, siringhe e un cucchiaio (non capirò mai perchè gli americani non usano la fiala), entrai sapendo che non dovevo temere niente a livello sessuale e quando vidi una spada piena sul comodino posi automaticamente l'attenzione sulle sue braccia grondanti sangue.
Era un fratello a tutti gli effetti, anche lui aveva problemi di vene!!!
Ormai coinvolta a livello solidale gli dissi: "No problem!" che inglesona eh!
Lo misi a sedere e con un asciugamano bagnato gli ripulii le braccia dal sangue ormai coagulo e da vera professionista iniziai ad esplorare la zona stringendo ed intimandogli di pompare con un non so se corretto PUMP! e dopo poco trovai una vena che consideravo GOOD, lui mi porse la spada bella piena devo dire, inserii l'ago, la vena rispose bene, tirai su e quando il sangue invase il TRIGGER alzai lo sguardo ed ebbi modo di vedere sul suo volto gioia e gratitudine.
Il brutto è che con tutta probabilità quello fu l'ultimo sentimento che l'americano provò perchè quando finii di iniettare la dose da lui preparata (è bene dirlo!) i suoi occhi sbiancarono e le labbra divennero viola...
Cazzo, era in OVER!
Gli tirai su le gambe, iniziai a pompare il cuore ma non rispondeva, allora urlai AIUTO nel corridoio, nessuno rispondeva, chiamai la reception, c'era bisogno di un ambulanza.
L'ambulanza arrivò ma c'era più niente da fare e allora dato che era nelle vicinanze arrivò pure un auto della Polizia ed iniziarono tutti ad interrogarmi, me che ero ancora in accappatoio stordita dall'infranta illusione di poter essere utile almeno una volta, l'autostima sotto il culo e come se non bastasse arrivarono pure Gianca e Nat che si spaventarono a vedere tutto quel trambustìo di lampeggianti, credevano mi fosse successo qualcosa ma io apparsi dal balconcino piena di rassicurazione gridando frivoli quanto incredibili:"adesso scendo - arrivo - non vi preoccupate", quando invece ero ostaggio degli sbirri, della vergogna e pure della malasorte.
L'unica cosa che andò bene (il che era per niente ovvio) è che gli sbirri non si accanirono su di me come invece aveva fatto il destino, credettero alla mia versione anche se ero una tossica e così ebbi modo di constatare che la dipendenza è fattore di Ugualianza; pur se scagati dal mondo, un tossico torinese vale quanto un tossico americano cosa che non si può dire a livello di cittadinanza, di politica, di ecceterismo.
L'altra cosa che ho capito è che l'adrenalina batte l'endorfina tanto a zero perchè da fattissima che ero, per cercare di salvarlo, mi è scesa tutta la roba e anche questo è stato poco carino.
Una cosa bella però c'è, Gianca e Nat sono ancora miei amici, mi vogliono ancora bene anche se erano lì quella sera e altre sere e come loro molti altri ma spero tanto non accada di nuovo che una notte esca dalla nebbia qualcosa che pare sogno ma sogno non è.
lunedì 11 gennaio 2016
domenica 10 gennaio 2016
il buon proposito
Ultimamente me ne sono stata un po' in disparte, mi sono accucciata nell'ombra a rimuginare su me e su questo periodo globalmente plumbeo. Non è momento per persone illuminate ed appassionate (vedi Mourino, Van Gaal...); hi, hi! sono le tinte neutre quelle che dominano, le acque chete. Ogni tanto spunta qualche banalità che in tanto piattume risulta persino eccitante ma poi tutto torna nel rassicurante beige.
Nel mio piccolo ne soffro, pure io non vado particolarmente di moda, viste le s/tinte imperanti non è gradito chi dice quello che pensa, chi frizza troppo, chi devia gli schemi; per questo mi ero accucciata nell'ombra.
Solo che mi annoiavo a star lì nella cuccia all'ombra senza fare almeno qualche esperimento, senza quel cazzo di buon proposito che vi avevo promesso e finalmente un giorno è giunta l'illuminazione, lo svoltone, il giochino nuovo:
mi conformo al periodo!
Diciamo che saranno una ventina di giorni che sperimento questa specie di falsità e per ora lo trovo molto divertente.
Ho iniziato tenendo a bada la spontaneità, col freddo che fa mi viene bene ma non mi bastava, mi son buttata sul difficile tanto che diverse volte son riuscita a frenare in extremis una verità inaccettabile e ad evitare situazioni sconvenienti uscendomene con frasi alla Peter Sellers; ho abolito la cappella, rinunciato alla polemica manifestando il dissenso con un semplice non sono d'accordo.
Mi sto allenando a fingere interesse per discorsi noiosi e questo è proprio difficile ma ho scoperto che te ne puoi uscire non dicendo ''minchia che noia'' come faccio di solito ma inventandoti qualcosa che devi assolutamente fare tipo una telefonata o uscire se sei a casa...
Qui si entra nel pericolosissimo territtorio della menzogna, cosa che ho abolito da tanto ma siccome mi sto allenando anche a diventare flessibile ora faccio differenza tra menzogna pura e quasi palla.
Il massimo è dire ne' verità ne' palla e vi assicuro che in questo campo il beige diventa accecante, sapere il latino aiuterebbe molto ma anche i detti popolari sono di grande aiuto pur se non c'entrano un cazzo col discorso al massimo pensano che sia strana, che me ne frega, è tutta la vita che mi considerano strana anzi, alzo il tiro, vista l'età ora ambisco ad essere definita eccentrica, me lo merito.
L'unica cosa che potrei definire triste (non sono ancora ben bene nel personaggio) è che per ora gioco da sola, nessuno di quelli che al mio funerale diranno che mi conoscevano bene, si è ancora accorto del giochino nuovo.
Nel mio piccolo ne soffro, pure io non vado particolarmente di moda, viste le s/tinte imperanti non è gradito chi dice quello che pensa, chi frizza troppo, chi devia gli schemi; per questo mi ero accucciata nell'ombra.
Solo che mi annoiavo a star lì nella cuccia all'ombra senza fare almeno qualche esperimento, senza quel cazzo di buon proposito che vi avevo promesso e finalmente un giorno è giunta l'illuminazione, lo svoltone, il giochino nuovo:
mi conformo al periodo!
Diciamo che saranno una ventina di giorni che sperimento questa specie di falsità e per ora lo trovo molto divertente.
Ho iniziato tenendo a bada la spontaneità, col freddo che fa mi viene bene ma non mi bastava, mi son buttata sul difficile tanto che diverse volte son riuscita a frenare in extremis una verità inaccettabile e ad evitare situazioni sconvenienti uscendomene con frasi alla Peter Sellers; ho abolito la cappella, rinunciato alla polemica manifestando il dissenso con un semplice non sono d'accordo.
Mi sto allenando a fingere interesse per discorsi noiosi e questo è proprio difficile ma ho scoperto che te ne puoi uscire non dicendo ''minchia che noia'' come faccio di solito ma inventandoti qualcosa che devi assolutamente fare tipo una telefonata o uscire se sei a casa...
Qui si entra nel pericolosissimo territtorio della menzogna, cosa che ho abolito da tanto ma siccome mi sto allenando anche a diventare flessibile ora faccio differenza tra menzogna pura e quasi palla.
Il massimo è dire ne' verità ne' palla e vi assicuro che in questo campo il beige diventa accecante, sapere il latino aiuterebbe molto ma anche i detti popolari sono di grande aiuto pur se non c'entrano un cazzo col discorso al massimo pensano che sia strana, che me ne frega, è tutta la vita che mi considerano strana anzi, alzo il tiro, vista l'età ora ambisco ad essere definita eccentrica, me lo merito.
L'unica cosa che potrei definire triste (non sono ancora ben bene nel personaggio) è che per ora gioco da sola, nessuno di quelli che al mio funerale diranno che mi conoscevano bene, si è ancora accorto del giochino nuovo.
lunedì 4 gennaio 2016
Sono a corto di buoni propositi
...è per questo che non ho ancora scritto niente, qualche idea ce l'ho ma non è così buona, nel senso che spero di diventare sempre più bastarda e certo questo non si può chiamare buon proposito... ...almeno non per il resto del mondo.
Intanto eccomi in versione zia:
giovedì 10 dicembre 2015
Cazzandra
Oggi e domani a Torino si girerà GRATIS su bus et metropolitain per smorzare lo smog.
Son sempre felice quando si realizza qualcosa che era venuto in mente a me.
Nel caso specifico è dal novecento, periodo in cui ho fondato il Movimento Boia chi Bolla, che mi batto a suon di multe perchè credo che se i mezzi fossero gratuiti ci sarebbe meno traffico e meno inquinamento.
Questa mia tesi venne rafforzata una notte guardando un documentario su Curitiba (Brasile) che vi consiglio di andare a cercare così, per capire quanto siamo indietro.
Se mi si prendesse sul serio anche riguardo la mia idea circa la Smart War, teoria che voi avete vergognosamente scagato forse perchè privi di spirito comunitario e di ciò mi dispiaccio anche perchè così mi lasciate sola, l'unica sulla terra a considerarsi Europea!!!, sarei al settimo cielo, invece son qui a sperare nel successo di questa piccola iniziativa che Torino ha fatto nel proprio piccolo cortile così magari questo esperimento diventerà una buona abitudine, invece di fare tante parole a Parigi.
Se mi si prendesse sul serio...
...invece quando parlo sembra sempre che dica cazzate!
Ancora non so da cosa dipenda, è anni che cerco di capirlo ma lo vedo anche tramite i miei post, magari scrivo qualche aneddoto raccapricciante che mi costa fatica e dolore solo nel ricordare, poi incontro chi l'ha letto e mi dice che ha riso troppo....
"Ma come hai riso troppo? Stavo quasi morendo!"
Vabbè, non voglio polemizzare proprio oggi che si è avverata (a tempo) una mia illuminazione, un bacio grosso dalla Vostra Cazzandra, ci sentiamo prossimamente per i Buoni Propositi,
miaooooo
Son sempre felice quando si realizza qualcosa che era venuto in mente a me.
Nel caso specifico è dal novecento, periodo in cui ho fondato il Movimento Boia chi Bolla, che mi batto a suon di multe perchè credo che se i mezzi fossero gratuiti ci sarebbe meno traffico e meno inquinamento.
Questa mia tesi venne rafforzata una notte guardando un documentario su Curitiba (Brasile) che vi consiglio di andare a cercare così, per capire quanto siamo indietro.
Se mi si prendesse sul serio anche riguardo la mia idea circa la Smart War, teoria che voi avete vergognosamente scagato forse perchè privi di spirito comunitario e di ciò mi dispiaccio anche perchè così mi lasciate sola, l'unica sulla terra a considerarsi Europea!!!, sarei al settimo cielo, invece son qui a sperare nel successo di questa piccola iniziativa che Torino ha fatto nel proprio piccolo cortile così magari questo esperimento diventerà una buona abitudine, invece di fare tante parole a Parigi.
Se mi si prendesse sul serio...
...invece quando parlo sembra sempre che dica cazzate!
Ancora non so da cosa dipenda, è anni che cerco di capirlo ma lo vedo anche tramite i miei post, magari scrivo qualche aneddoto raccapricciante che mi costa fatica e dolore solo nel ricordare, poi incontro chi l'ha letto e mi dice che ha riso troppo....
"Ma come hai riso troppo? Stavo quasi morendo!"
Vabbè, non voglio polemizzare proprio oggi che si è avverata (a tempo) una mia illuminazione, un bacio grosso dalla Vostra Cazzandra, ci sentiamo prossimamente per i Buoni Propositi,
miaooooo
venerdì 27 novembre 2015
bastaclan
Che palle questa Valeria morta al Bataclan, so che non si dovrebbe ma mi pare tutto così esagerato, medaglia d'oro, funerale di Stato, coccodrilli infiniti dalle medie in poi....
E che cazzo...
Se mi saltava Stefanini al concerto di Madonna che facevano, lo seppellivano nella cappella dei Versace?
Niente par condicio poi... ...nello stesso giorno è morta Moira e pure Nando Gazzolo per loro tre minuti di servizio (per quanto riguarda Nando, meno male!) mentre non riuscivo ad evitare servizi su questa che è morta perchè era andata ad un concerto di merda, ancora un po' e me la trovo già pure su RaiStoria.
Fosse stata una tossica?
E che cazzo...
Se mi saltava Stefanini al concerto di Madonna che facevano, lo seppellivano nella cappella dei Versace?
Niente par condicio poi... ...nello stesso giorno è morta Moira e pure Nando Gazzolo per loro tre minuti di servizio (per quanto riguarda Nando, meno male!) mentre non riuscivo ad evitare servizi su questa che è morta perchè era andata ad un concerto di merda, ancora un po' e me la trovo già pure su RaiStoria.
Fosse stata una tossica?
venerdì 20 novembre 2015
Lady Raqqa
Siccome tengo molto ai miei pochi lettori, qui di seguito pubblico uno dei versetti più significativi del corano:
روي أن الوليد بن المغيرة والعاص بن وائل السهمي والأسود بن عبد المطلب وأمية بن خلف في جماعة آخرين من صناديد قريش وساداتهم أتوا النبي صلى الله عليه وسلم فقالوا له: هلمّ يا محمد فاتبع ديننا ونتبع دينك، ونشركك في أمرنا كله. تعبد آلهتنا سنة، ونعبد إلهك سنة، فإن كان الذي جئت به خيرا كنا قد شركناك فيه، وأخذنا حظا منه، وإن كان الذي بأيدينا خيرا كنت قد شركتنا في أمرنا، وأخذت حظك منه، فقال: معاذ الله أن نشرك به غيره، وأنزل الله ردا على هؤلاء هذه السورة فغدا رسول الله صلى الله عليه وسلم إلى المسجد الحرام وفيه الملأ من قريش، فقام على رؤوسهم، ثم قرأ عليهم حتى فرغ من السورة، فآيسوا منه عند ذلك، وطفقوا يؤذونه ويؤذون أصحابه حتى كانت الهجرة.[2]
Io che a partire da me stessa sono Fedele, sarò spacciata, come un Eroina qualsiasi.
Adieu
روي أن الوليد بن المغيرة والعاص بن وائل السهمي والأسود بن عبد المطلب وأمية بن خلف في جماعة آخرين من صناديد قريش وساداتهم أتوا النبي صلى الله عليه وسلم فقالوا له: هلمّ يا محمد فاتبع ديننا ونتبع دينك، ونشركك في أمرنا كله. تعبد آلهتنا سنة، ونعبد إلهك سنة، فإن كان الذي جئت به خيرا كنا قد شركناك فيه، وأخذنا حظا منه، وإن كان الذي بأيدينا خيرا كنت قد شركتنا في أمرنا، وأخذت حظك منه، فقال: معاذ الله أن نشرك به غيره، وأنزل الله ردا على هؤلاء هذه السورة فغدا رسول الله صلى الله عليه وسلم إلى المسجد الحرام وفيه الملأ من قريش، فقام على رؤوسهم، ثم قرأ عليهم حتى فرغ من السورة، فآيسوا منه عند ذلك، وطفقوا يؤذونه ويؤذون أصحابه حتى كانت الهجرة.[2]
تفسير السورة
Imparatelo a memoria così se vi fermano e vi interrogano saprete cosa rispondere per avere salva la vita.Io che a partire da me stessa sono Fedele, sarò spacciata, come un Eroina qualsiasi.
Adieu
mercoledì 18 novembre 2015
The Smart War
Questo attacco alla Francia, a Parigi, alla Libertà, mi ha fatto sentire per la prima volta nella mia vita interventista.
Taglio corto sulle varie impressioni tipo la faccia da one chromoson too many* (down) di Renzi tra Putin e Obama (sembrava davvero Rain Man!) e la curiosità di sapere cosa direbbe Napoleone dell'alleanza Francia/Russia, giungo subito alla mia ideona di guerra personalizzata perchè ho poco tempo: è il compleanno di Frola e devo uscire per fargli la festa eppoi a Torino c'è Madonna coi ballerini che mi han riferito essere fighi fotonici, anzi, strafighi pure i tecnici che sono andati a fare shopping dalle mie amichette di Top Ten, quindi è d'obbligo uscire per vedere bella gente, capita di rado qui in Sabaudia.
...meno male che avresti tagliato corto....
Giusto, avete ragione, la mia idea (anzi ideona), parte dal fatto che è evidente che noi e questi terroristi siamo due mondi diversi quindi va bene lo sfogo istintivo di prendere e andare a bombardare magazzini di armi e posti di addestramento a Raqqa ma secondo me ci dovremmo adeguare a come farebbero loro.
Forse non tutti sanno che la vita da Kamikaze non è facile o meglio, è positiva solo se il kamikaze produce una marea di morti oltre se stesso. La storia ci insegna però che ci sono anche i kamikaze sfigati che sono quelli che non muoiono, restano feriti gravemente e spesso sono le uniche vittime dei propri attentati.
Bene, mentre il kamikaze che riesce nel suo intento diventa eroe nazionale, gli dedicano vie ecc., ai kamikaze falliti riservano un trattamento raccapricciante: demoliscono la casa della sua famiglia la quale viene dichiarata immediatamente reietta e quindi esiliata da ogni tipo di attività del Paese, interdetta dall'ingresso in moschea, divieto assoluto di dargli lavoro e così via, insomma, devono vivere nella vergogna e portare il fallimento del loro caro a vita.
Ecco, siccome dopo ogni cazzo di attentato in meno di mezza giornata si viene a scoprire tutto degli attentatori, secondo me bisognerebbe ripagarli con la stessa moneta: hai fatto lo stronzo? Noi ti distruggiamo la casa con dentro tutti i membri della tua famiglia.
Se non abitate nella stessa casa, li prendiamo ovunque siano, li chiudiamo in cella fin quando ci va oppure li decapitiamo un po' come fate voi e attenzione che in Francia sono esperti di ghigliottina, da secoli!
Credete farebbero i gadan lo stesso?
Almeno proviamoci, evitiamo lo sbattone di andare a bombardare fin lì, li abbiamo in casa nostra, loro si riuniscono in nove/dieci e ci terrorizzano, mettiamoli almeno di fronte ad una novità, facciamoli prendere da dubbi emozionali et affettivi, risparmieremmo pure in benzina evitando così di comprarla a prezzo ribassato proprio da loro, dall'isis.
Avessi l'indirizzo di Hollande, gli girerei questo post, magari vinco pure il Nobel per la guerra!
*da Mongoloid dei DEVO
Taglio corto sulle varie impressioni tipo la faccia da one chromoson too many* (down) di Renzi tra Putin e Obama (sembrava davvero Rain Man!) e la curiosità di sapere cosa direbbe Napoleone dell'alleanza Francia/Russia, giungo subito alla mia ideona di guerra personalizzata perchè ho poco tempo: è il compleanno di Frola e devo uscire per fargli la festa eppoi a Torino c'è Madonna coi ballerini che mi han riferito essere fighi fotonici, anzi, strafighi pure i tecnici che sono andati a fare shopping dalle mie amichette di Top Ten, quindi è d'obbligo uscire per vedere bella gente, capita di rado qui in Sabaudia.
...meno male che avresti tagliato corto....
Giusto, avete ragione, la mia idea (anzi ideona), parte dal fatto che è evidente che noi e questi terroristi siamo due mondi diversi quindi va bene lo sfogo istintivo di prendere e andare a bombardare magazzini di armi e posti di addestramento a Raqqa ma secondo me ci dovremmo adeguare a come farebbero loro.
Forse non tutti sanno che la vita da Kamikaze non è facile o meglio, è positiva solo se il kamikaze produce una marea di morti oltre se stesso. La storia ci insegna però che ci sono anche i kamikaze sfigati che sono quelli che non muoiono, restano feriti gravemente e spesso sono le uniche vittime dei propri attentati.
Bene, mentre il kamikaze che riesce nel suo intento diventa eroe nazionale, gli dedicano vie ecc., ai kamikaze falliti riservano un trattamento raccapricciante: demoliscono la casa della sua famiglia la quale viene dichiarata immediatamente reietta e quindi esiliata da ogni tipo di attività del Paese, interdetta dall'ingresso in moschea, divieto assoluto di dargli lavoro e così via, insomma, devono vivere nella vergogna e portare il fallimento del loro caro a vita.
Ecco, siccome dopo ogni cazzo di attentato in meno di mezza giornata si viene a scoprire tutto degli attentatori, secondo me bisognerebbe ripagarli con la stessa moneta: hai fatto lo stronzo? Noi ti distruggiamo la casa con dentro tutti i membri della tua famiglia.
Se non abitate nella stessa casa, li prendiamo ovunque siano, li chiudiamo in cella fin quando ci va oppure li decapitiamo un po' come fate voi e attenzione che in Francia sono esperti di ghigliottina, da secoli!
Credete farebbero i gadan lo stesso?
Almeno proviamoci, evitiamo lo sbattone di andare a bombardare fin lì, li abbiamo in casa nostra, loro si riuniscono in nove/dieci e ci terrorizzano, mettiamoli almeno di fronte ad una novità, facciamoli prendere da dubbi emozionali et affettivi, risparmieremmo pure in benzina evitando così di comprarla a prezzo ribassato proprio da loro, dall'isis.
Avessi l'indirizzo di Hollande, gli girerei questo post, magari vinco pure il Nobel per la guerra!
*da Mongoloid dei DEVO
Iscriviti a:
Post (Atom)
