mercoledì 9 settembre 2015

last night a dj saved my life



Quando c'erano le giostre in piazza Vittorio tra le altre attrattive c'erano tre autoscontro che si distinguevano tra loro musicalmente: ce n'era uno per le famiglie, uno per i tamarri ed uno che passava la musica che si ballava al Nepentha. La selezione delle persone avveniva quindi in base alla merda che ascoltavano gli altri e la musica che ascoltavamo noi che ci differenziavamo dagli altri anche nel modo di vestire. Eravamo tutti particolarmente colorati ed eccentrici, il genere veniva chiamato Gamma ed il negozio di riferimento era La Dea del Paradiso Sciccoso.
Si disertava quindi il mitico Bar di Mimmo di via Matteo Pescatore per passare le giornate all'autoscontro figo quasi sempre posizionato nell'isolato centrale della piazza.
Crescendo (e dovendo fare a meno delle giostre di piazza Vittorio), noi avevamo al massimo tre discoteche, agli zarri tutte le altre.
La cosa curiosa è che mentre noi a poco a poco ci siamo evoluti dalla Dance alla New Wave-Punk-Rock, gli zarri son rimasti fedeli al loro frastuono unzi-unzi.

Lunedì sera dopo Pechino Express ho seguito PartyPeopleIbiza che mi era molto piaciuto nelle edizioni precedenti e una tristezza mista nervoso ha preso possesso di me: la musica di merda imperava, non si salvava neanche Solomun che l'anno scorso avevo eletto a mio idolo. I pezzi iniziano tutti con un intro più o meno mieloso possibilmente fatto di riff campionati dalla musica vera (a questo punto è ufficiale!) per poi partire in un olocausto di simil ocarine che allora che cazzo te lo compri a fare un synt o la tastiera*, ti prendi un ocarina che costa cinque euo ed è uguale e insomma, mentre quel suono sale, prendono vita(?)anche i bassi, salgono tutti insieme per arrivare all'effetto tipo elicottero, tutti mani in alto ad attendere il decollo che è poi il ritorno al riff riveduto e scorretto.
Una merda!
A parte che il prossimo che vedo fare il gesto del cuore con le mani, gli faccio una fatwa che manco l'isis, ho capito perchè non vado più a ballare in discoteca in questo periodo, non è perchè sono vecchia ma è perchè la musica mi fa cagare, la gente che ci va mi fa cagare e mi fa cagare pure come non ballano.
Ho già passato un periodo così, quando è esplosa la tecno. Non ce la potevo fare ad andare al Crossover, un po' che era lontano, un po' che mi facevo e non saprò mai se non ci andavo per quest'ultimo motivo o se mi facevo perchè c'era quella musica lì.
Mi fa cagare anche mtv che risparmia sui font dei sottotitoli e mi ci vorrebbe un binocolo per vedere chi era questo/a che vorrei odiare con nome.
Per dire, non si salva nemmeno la musica indie perchè ho capito che tutti possono fare gli MGMT tranne gli MGMT.

E allora sono contenta di essere ancorata alla musica vera, quella che i cd li hai lì, li riascolti volentieri e addirittura è bello tutto il disco, non solo la hit.
Sono contenta di noi che per ballare usiamo anche le gambe, mi fa felice sapere che tra noi ci sono più ubriachi che impizzati e sono presa benissimo dal dovermi misurare di nuovo contro la mia personale sorpresa musicale dell'anno, io le chiamo le donne di Gambo ma sono Cecilia e Gina (the Recommended). Non vedo l'ora rivedere Boy Giorgio, di fare back to back con Manetta e sbirciare se mi ha rubato altri cd questo venerdì 11 settembre al Cap 10100.
Mettetevi in tiro, oliate le rotule e portate dietro dei chiclets chè ci può scappare anche un limone perchè noi/voi siamo passione long last!!!
...et voilà la locanden:

*Lo so, lo so che non usano ne' synt ne' tastiere ma si campiona tutto col picci, che desolazione!





venerdì 4 settembre 2015

zingari


La madre della mia prima migliore amica, la stessa che per farci togliere le spille da balia dalla bocca quando tredicenni volevamo fare le punk chiamò i pompieri (che sono pure giunti...), ci aveva messo in guardia circa gli zingari dicendo che erano persone malvagie e soprattutto che lanciavano maledizioni terribili.
Quindi quando noi li incrociavamo facevamo subito le corna, senza però farci vedere eh!, dirigevamo le dita interessate a terra ma siccome avevamo paura che non bastasse toccavamo anche ferro e, per essere ulteriormente sicure, avevamo esteso la sfiga della suora (senza ritorno) anche agli zingari, quindi riassumendo facevamo: corna, toccavamo ferro, passavamo sfiga senza ritorno ai passanti ignari.
Non saprò mai se questa sequela scaramantica servisse ma una cosa è sicura: a me le zingare facevano cagare perchè si vestivano male (vizio che non hanno perso).
Figuratevi se fossi stata al posto dell'inviata de la 7 dopo il discusso funerale, lì con due Casamonica* che maledivano in diretta tutta la stirpe di salvini, travaglio, i due conduttori e chi c'era c'era; come minimo sarei andata impalata da una serie di cornetti, una collana d'aglio al collo e non mi sarei mossa dal cerchio magico che avrei preventivamente disegnato per terra. Erano scatenati!!!
Il loro modo di sbraitare e il linguaggio che manco Brad Pitt in the snatch, mi ha riportato a diverse zingare che ho dovuto frequentare per forza perchè ero in galera.
La prima è stata Emilia la zingara, ne avevo sentito parlare già da libera ma quando l'ho vista live ho capito che mi era giunto solo un sunto.
Ero all'ora d'aria quando uscì questa sorta di doppia Giunone con gonnellone e canottiera, tatuaggi a bic ovunque ma quello che mi colpì di più fu un mamma perdona=
mi, sul braccio.
Non so se avete capito bene: benchè il suo braccio fosse grosso come una mia coscia, la frase non ci stava tutta di seguito, quindi aveva fatto trattini a capo, incredibile!!!
Appena vidi ciò, scoppiai a ridere ma le altre soffocarono all'istante ogni mia possibile ironia: "Shhhhh, è Emilia la zingara!!!"
Mi invitarono in socialità per raccontarmi le sue gesta.
Intanto, lei aveva la cella più pulita di tutte ed era l'unica che accoglieva nuove giunte senza batter ciglio perchè queste sarebbero diventate all'istante le sue donne delle pulizie per non dire schiave.
Dovevano svegliarsi prima di lei, portarle il caffè a letto, accenderle la tv sulle sue soap preferite che guardava mentre queste tiravano a lucido la cella.
Se per errore una di queste faceva domandina per cambiare cella, lei lo sapeva in anticipo perchè glielo dicevano le agenti che avevano paura anch'esse da quando una di loro era andata a svegliarla e non sentendo risposta tirò giù lo spioncino del blindo e quando mise il viso in quadro per guardare meglio fu accolta da una botta pazzesca dovuta al culo di una caffettiera spinta dalla forza di Emilia e da quel braccio lì!
questa scena mi causa dolore al solo pensiero quasi quanto la scena del nero sullo scalino di American History X
Dicevo che quindi non c'era via di scampo per chi capitava nella sua cella, le agenti avvisavano Emilia eppoi facevano finta di non sentire le urla dell'aspirante profuga che però veniva poi portata in infermeria e in un certo senso liberata.
Praticamente Emilia era una campionessa di allungamento della cavallina: era entrata per una classica truffa eppoi a furia di menare concelline ed agenti si era procurata una zuppa di quasi trent'anni di galera. Noi ragazze semplici la usavamo da spauracchio tipo l'uomo nero: "Se non mi dai la terapia dico ad Emilia che vuoi andare in cella da lei" ..."Le dico che hai detto che è una cicciona di merda", e così via
La seconda è stata Vera, la slava volante di cui vi ho già raccontato.
La terza è Vesna.
Vesna era entrata con un pedigree di tutto rispetto in quanto arrivava dal carcere di Marsiglia; non bisogna essere un esperto per immaginare il bordello regnante nel carcere di Marsiglia e sospettare che per sopravvivere lì dentro bisogna avere i controcazzi anzi, sei minchie!!!, come usava dire alle Nuove.
La Vesna sembrava normale se non la guardavi da vicino; vedevi una biondina minuta, normalmente vestita e un fare al di là di ogni sospetto ma se la guardavi negli occhi venivi immediatamente presa da un senso di disagio e timore. I suoi occhi non erano di ghiaccio, di più... ...erano bianchi come quelli di un cane husky, non cieca eh, a volte sembravano verdi ma erano più le volte che erano ghiaccio e notai che anche con lei le agenti erano riverenti.
Appena arrivata già lavorava in cucina e dava ordini eseguiti immediatamente da chi aveva una cavallina più lunga della sua e la cucina se l'era sudata.
Io e la Berta che eravamo le cazzone del carcere riuscimmo nel difficile intento di esserle simpatiche (amiche no, scherzi?) e con nonchalance indagavamo sul motivo della sua carcerazione ma ogni volta che entravamo in argomento, lei toglieva gli occhi verdi e metteva subito quelli bianchi.
E noi cambiavamo idea.
Siccome eravamo cazzone, stavamo simpatiche anche a molte agenti quindi decidemmo di indagare lato ministero ma ogni volta che entravamo in argomento, le agenti toglievano gli occhi verdi e mettevano subito quelli bianchi...
...Scherzo!
Insomma, siccome non sai bene come passare il tempo in galera, scoprire qual era il reato diVesna divenne il nostro obiettivo e visto che le agenti erano più reticenti di Vesna non sapevamo più a chi rivolgerci per saziare la nostra curiosità.
Non siete curiosi anche voi ora che l'ho fatta così lunga?
arriva, arriva...
In nostro aiuto venne Lei, la Signora delle droghe, la Numero Uno Assoluta: Lady Eroina!
Vesna non era tossicomane ma anche lei non sapeva bene come passare il tempo e un giorno vide noi (me e la Berta) girare in sezione con occhi strani.
Non avevamo gli occhi bianchi come i suoi ma sicuramente ci erano sparite le pupille.
Incuriosita dal nostro benessere ci fece qualche domanda, noi rispondemmo con reticenza (tiè!) e lei per scoprirne di più dovette  autoinvitarsi in socialità.
Quando entrò nella nostra cella perfezionammo a livelli ancestrali il nostro invidiato/evidente/evidenziatissimo benessere in modo di farla cadere in tentazione. Enunciammo i princìpi fondamentali dell'Eroina (sensazione di benessere e calore - scomparsa di ogni angoscia e paura. Meglio del sesso!), evitando i collaterali (siero della verità).
Cadde!
E' proprio così, la roba ti fa stare talmente bene che cade ogni muro, gli ostacoli svaniscono, diventi affettuoso/a e sei spinto a lasciarti andare a confidenze.
Come deciso preventivemente, la prima a lasciarsi andare a confidenze fu la Berta che era dentro per il tentato omicidio di Jeanon il marsigliese, Gran Ricottaro di via Ormea reso cieco dalla sua piccola mano e dall'altrettanto piccola (di calibro) pistola. Berta lo racconta da farti pisciare lacrime e Vesna ne rimase affascinata.
Preventivamente avevamo anche deciso che io non mi sarei lasciata andare in confidenze ministeriali per non fare brutta figura, mi misi a fare il caffè piuttosto, quindi toccava a Vesna che non sto a spiegarvi che occhi aveva dopo aver fatto la sua prima riga di roba.
Disse che era giunta in Francia col suo adorato fidanzato dopo mesi di un viaggio pericolosissimo e quindi avventuroso per sottrarsi alla guerra nei Balcani (qui, dato che non le si vedevano gli occhi, sentivamo l'orrore nella sua voce anche se il capitolo guerra lo stralciò il più veloce possibile) e una volta giunti a destinazione il loro amore fu distrutto dalla clandestinità e dalla fame, lui si unì ad altri connazionali che lo influenzarono diversamente circa una relazione d'amore. In pratica secondo questi non era lui a dover mostrare amore verso Vesna delinquendo per tirar su soldi ma era Vesna che doveva vendersi per badare a lui.
Lei iniziò ad odiarlo e questo odio continuò a crescere ogni giorno che passava sul marciapiede e raggiunse l'apice quando lui decise di allargare l'attività prendendo in casa altre adepte nonostante credesse di averla ammansita nominandola capo di tutte.
Non so che gaggio fosse il suo fidanzato ma a occhio si vedeva che la qualità di Vesna non era la pazienza e infatti tutto quell'odio esplose il giorno in cui lui entrò in casa normalmente ma venne accolto da Vesna con una pentolata in testa che gli fece perdere i sensi, si fece aiutare da una adepta a legarlo e lo chiuse nello sgabuzzino lasciando che si facesse tutto addosso e dandogli da mangiare solo ogni tanto.
Questa scena avvenne volutamente davanti alle altre che diventarono immediatamente roba di Vesna ed iniziarono a lavorare per lei.
E i connazionali del tipo? vi chiederete voi, si erano accorti di niente?
Qui sta la genialità del tenerlo in vita, la merda, per tenere calmi i suoi amici lo faceva rispondere al telefono tenendolo d'occhio. 

Con quegli occhi...
La prigionia del tipo finì solo quando la gendarmerie fece irruzione nell'abitazione qualche mese dopo, disse lei, che venne incriminata per sfruttamento della prostituzione, tentato omicidio, sequestro di persona e riduzione in schiavitù.
Schiavitù del tipo, capite???

*E ora lo capite perchè Casamonica l'ho scritto maiuscolo?

domenica 23 agosto 2015

Latitanza giustificata

Scusate la latitanza ma sono tutta presa dalle disgrazie di roma,
se penso che esigevo il declassamento da capitale a capoluogo di provincia a febbraio, non vi dico ora quanto mi scompiscio ad ogni telegiornale!
Infatti vi devo lasciare perchè inizia il tg e non vorrei perdere ragguagli ulteriori circa il funerale Casamonica di cui parleremo con le lacrime agli occhi.
Promesso!

mercoledì 5 agosto 2015

postilla al post di ieri

Diverse volte a causa delle reciproche cavalline (simpatico modo di dire che significa fare galera a più riprese), è successo che a me dicessero che Fabio era morto e lo stesso si diceva di me quando non mi si vedeva per un po'; evidentemente era più elegante pensarmi morta che in galera, quindi quando anni ed anni dopo ci siamo rivisti, eravamo tutti e due sorpresi ma soprattutto felici di quanto gli altri si fossero sbagliati circa le nostre vite ed è stata in quell'occasione che Fabio mi raccontò di quel che combinavamo coi neri, io quegli episodi li avevo ovviamente rimossi, il discorso venne fuori mentre ci raccontavamo le varie vicissitudini che ci portarono fino all'accantonamento del nostro vizietto ed io non mi spiegavo come mai in un determinato periodo tutti i neri ce l'avevano con me. 
E' lì che mi disse: "Minchia Lella, con tutto quel che gli abbiamo combinato"!
Poi si perse in dettagli di cui com'è ovvio, ora un po' mi vergogno ma era una guerra, una guerra contro noi stessi per primi, gli altri erano comparse, la vita aveva valore solo quando riuscivamo a soddisfare il nostro bisogno primario. 

E' stato così per un bel po', è così per tutti quelli che ne sono ancora dentro.

martedì 4 agosto 2015

Io e il Nero

Ricordate che vi avevo raccontato di una volta che mi avevano arrestato ed avevo fatto innervosire gli sbirri perchè non vedevo bene il distintivo ed allora mi avevano portato in Via Grattoni e trattenuta perchè volevano info circa il pusher da cui mi ero servita ma io ero stata generica e solo dopo aver stilato un verbale inutile mi avevano fatto passare davanti ad una stanza dov'era detto pusher che se la cantava come fosse all'Opera?
Beh, non vi ho mai raccontato i risvolti di quella vicenda ed è giunto il momento di farlo:

quando riesci ad uscire da Via Grattoni con una semplice denuncia a piede libero una felicità estrema prende possesso della tua persona, lo scampato pericolo di finire dentro offre gioie esageratamente durature che qualsiasi tossico immortala nell'unico modo che conosce, un bel perone!
Per me non andò così quella volta.
Già il giorno dopo mi accolse un aria piena di merda appena mi presentai in piazza.
Tutti i pusher alla mia vista reagivano come fossi una lebbrosa, mi mandavano via, addirittura scappavano, mi creavano terra bruciata... io non ne comprendevo il motivo e tantomeno ne avevo la forza anzi, le forze a poco a poco mi abbandonavano per lasciar posto alla caraEnza (uno slang affettuoso per dire carenza) e non vedevo via di uscita chè era agosto e di piazza di spaccio c'era solo quella, Porta Pila.
Di dare il grano in mano a qualche tossico sconosciuto non se ne parlava che sicuro mi avrebbe paccato perchè la regola del se qualcosa può andare male stai tranquillo che lo farà, vale in ogni ambito, quindi continuai a non capire ma soprattutto iniziai a stare davvero male.
Malissimo!
Peggioravo di ora in ora ed era surreale avere soldi in tasca ma nessuno che mi vendesse una dose, che cazzo era successo?
Riuscii a comprare del metadone in nero (quello si compra dagli italiani), non è che mi coprisse granchè però il tipo che me l'aveva venduto aveva indagato un po' e mi disse che i marocchini erano stati informati del fatto che ero un infame.
Michia, io un infame???
E quando era successo, nel sonno?
In pratica il Pavarotti che era stato arrestato quasi con me,  per coprire le sue magagne, aveva ritenuto giusto incolparmi pur di pararsi il culo con gli altri marocchini e ovviamente i suoi connazionali gli credevano o, almeno, credevano più a lui che a me che ero all'oscuro di tutto e non avevo diritto di parola.
Non riuscite neanche ad immaginare quanto sia brutto portare la croce dell'infamità specie se non è vero, vieni guardata male da chiunque, additata, emarginata.
Emarginata dagli emarginati.
Proprio non ne potevo più, tra la carenza ed i sospetti ero un blocco di angoscia coi capelli rossi, serviva un miracolo.
Il miracolo giunse, non tanto puntuale eh, ormai era quasi una settimana che vivevo da infame without a cause ma, quello che voi chiamate Destino, mi aiutò ancora una volta e questa volta aveva pure un nome: Fabio il Negro.
Con Fabio che non era negro ma solo molto scuro di pelle, avevamo combinato angherie di ogni tipo, portato prepotenza e sopraffazione in ogni zona della città, anche nella sua Mirafiori; eravamo un'accoppiata del terrore, derubavamo i neri (quelli veri), io li distraevo poi arrivava lui che menava come poche volte ho visto in vita mia e gli portavamo via le palline. A volte menavo anch'io; tra noi vigeva il rispetto assoluto, eravamo compari ma non stavamo insieme, mai successo! il nostro amore individuale era tutto per Lei.

Quando lo incontrai ero allo stremo, nervi a pezzi e incazzata proprio tanto.
Lui era uscito di galera il giorno stesso, mi chiese chi ce l'aveva buona, gli dissi che proprio non lo sapevo e gli spiegai il perchè. 

Lui mi ascoltò in silenzio, troppo silenzio, l'unico segnale di interesse che mi giungeva era dato dalle sue narici che si allargavano, proprio come quelle dei tori infuriati. Se ben ricordo non ho avuto neanche il tempo di finire il mio racconto che lo vidi partire verso un marocco a caso, lo appiccicò al muro scuotendolo diverse volte, io ero distante e non sentivo esattamente cosa gli urlasse ma si girava frequentemente verso me indicandomi poi, mollò il marocco#1 e si diresse verso un altro che gli era stato indicato dall'ormai sanguinolento #1, appiccicò anche questo al muro finchè non si formò un capannello di inquisitori nordafricani che pure se erano tanti non osavano avvicinarsi dato che Fabio aveva preso una mazza da chissà dove e la mulinava come solo gli Ultras san fare poi, inaspettatamente, lanciò detta mazza per terra e si misero a parlare.
Parlarono alcuni minuti, non tanto, dopodichè ci fu una parata di pacche sulle spalle finchè si girarono verso me facendo il gesto di avvicinarmi.
Dato che c'era Fabio, io mi avvicinai senza paura e da lì iniziò una serie di scuse e richieste di perdono a me rivolte che mi lasciò esterefatta! più estere che fatta

Finalmente mi spiegarono e dissero che siccome avevano trovato giustamente strano che il pavarotti fosse stato rilasciato subito nonostante fosse stato colto in flagrante, lo incalzarono e che questo per evitare le ire e chissà cos'altro dei suoi soci, aveva trovato più comodo accusare me (e questo lo avevo immaginato) ma quando poi la settimana stessa i chiamiamoli capi erano stati oggetto di perquise et arresti proprio nel giorno del carico, si era capito che tali informazioni non avevo certo potuto fornirle io.
Purtroppo nel sud del mondo le donne valgono niente (se poi sono tossiche, ciao!) e ci volle Fabio per farmi ottenere giustizia.
Per farsi perdonare pè davero, ci omaggiarono di alcuni grammi no tagliata, buona eh! e ancora scusa rossa...
Ora, lo so che fa strano pensare al Negro come ad un paladino della giustizia ma è successo e sono sicura che di azioni giuste ne ha fatte anche altre solo che per lui non era buono a livello di immagine vantarsene, preferiva mostrare il lato scuro anzi, il lato Negro.


Addio Fabietto e ancora grazie!!!

mercoledì 22 luglio 2015

da vomitare...


Quel che segue è una lista di banalità che chissà  quanti avranno già scritto; in genere non mi piace essere banale ma ho bisogno di sfogarmi:

Mi fanno vomitare i romani e la loro sporca città di merda che invece che commissariata andrebbe declassata a capoluogo di provincia, non posso più guardare quel che combinano agli immigrati che a naso mi sembrano molto più intelligenti dei burini contestatori. Fossi in Francesco sposterei la Santa Sede ad Avigliana che c'è pure il laghetto (pulito).
Ne posso più di quelli che ti scrivono messaggi e mettono faccette al posto della punteggiatura specie se han più di trent'anni...
...degli alti di rihanna, katy o miley non so, non le distinguo se non per la musica di merda.
Ne posso più della musica di merda, le ocarine e tutti quelli che vanno in Africa e tornati ci propinano un disco dove suonano corde di liana, nacchere di capra, denti di coccodrillo...
...ne posso più degli allergici, delle mozzarelle e del latte senza lattosio, del pane senza panosio e così via.
Non sopporto più i proibizionisti, la meloni infighita ma instupidita, le brave persone, le acque chete, le persone solari, gli atei che ti vogliono convincere che Dio non esiste e che Gesù se lo sono inventati gli antenati, tanto meno sopporto gli ani sbiancati, l'epidemia di fighe secche che han bisogno del gel e quelle col grande labbro sporgente che gli da' tanto fastidio...
...del deodorante che più sudi più profumi, di quella troia che per chiamare i figli a tavola gli manda la foto degli hamburger via whatsapp ma guai a dire che gli italiani son bamboccioni e dato che ci sono, odio pure sua figlia che chiama il vegghi veggi;
basta con la farina 00, coi kebabbari puzzoni e basta quelli che non ce la fanno con 1200 euo al mese e allora renzi gliene aggiunge 80 ma non va bene lo stesso però continuano a fare un lavoro solo per lo stipendio anche se dovrebbero essere buoni infermieri, buoni medici, buoni maestri.
Ne posso più della buona scuola, della legge elettorale del è colpa dell'euo, di netanyahu che la bomba atomica la deve avere solo lui e b/hashtag con sta storia che fan sempre il contrario di quel che vorrei io!

Ne posso più del mio telefono che non squilla quando sto male ma appena mi metto a scrivere, ale'!
Soprattutto non sopporto più questo caldo di merda e quel sole del cazzo che cos'avrà mai sempre da splendere, vada in Africa minchia, qui sì che si dovrebbe sospendere il trattato di Schengen!

P.S.: Maiuscole solo a chi le merita, come al solito

domenica 5 luglio 2015

La storia di Debora M.

Quel pomeriggio dovevamo essere piuttosto prive di forze, idee e soldi (in una parola sola, in carenza), se io e Debora avevamo deciso di colpire il solito negozio di telefonia di Via Carlo Alberto dove eravamo piuttosto sputtanate. La tattica era la solita, prima di entrare decidevamo chi delle due distraeva e chi arraffava. Spesso si discuteva a lungo circa il ruolo da sostenere chè entrambe preferivamo la seconda opzione e spesso facevamo i turni; in un negozio intrattenevo io e nel seguente l'avrebbe fatto lei.
Siccome era il primo negozio della giornata, lanciammo la moneta, venne testa (io scelgo sempre croce), dunque toccava a lei distrarre e quando io sarei uscita con una scusa, lei avrebbe capito che avevo fatto e dopo poco mi avrebbe raggiunta fuori.
Di solito era così, invece Debora approfittò del fatto che la tipa fosse andata nel retro per colpire anch'essa ma la cosa andò storta, forse era una trappola ed io da libera vidi solo la signora chiudere a chiave il negozio con la mia amica dentro e dopo pochissimo giungere i vigili che se la portarono via.

Le avevo insegnato io a rubare, quando la conobbi era una diciassettenne appena scappata di casa che si faceva ospitare quì e lì ricambiando il domicilio facendosi scopare da qualche marocchino di Via Buniva dal quale otteneva roba per se' e per i suoi ospiti.
La mia altalenante integrità morale pur non giudicando chi faceva quella scelta, non accettava che oltre l'anima si vendesse anche il corpo per l'eroina eppoi Debora (che però io chiamavo Sdeb o Sdè) aveva scelto solo per fretta la via più ovvia e siccome era piuttosto sveglia e in quel momento mi serviva una buona spalla per i miei furti, cercai di insegnarle il mestiere.


Era bionda Sdeb, occhi azzurri, magra ma con una quarta di reggiseno, tette perfette, un viso d'angelo. Un angelo ambiguo che dalle sue labbra sottili faceva partire espressioni e ghigni tutt'altro che rassicuranti. Lo vedevi ad occhio nudo che dentro quel putto si celava inquietudine mista a merda.
Lei era la prima di cinque fratelli (e sorelle), padre camionista, madre anaffettiva e diciamolo pure, zoccola, di quelle zoccole che badano a sistemarsi per bene infatti si era messa con un grande importatore di tappeti orientali mollando i pargoli al padre che non c'era mai e così Sdeb si trovò a far da madre ai fratelli dall'età di dieci anni.
Forse un bel giorno la madre decise che si era sistemata abbastanza e pensò di riprendere con se' la prole ma ovviamente un abbandono del genere lascia una ferita putrida dalla quale oltre al pus esce non-fiducia, rabbia e ribellione e Sde(b) come tutti noi tossici imparò a soffocare questo magma emotivo con la roba. 

La zocc... pardon, la madre, non accettava questo stato delle cose e Sdè scappò di casa vagabondando e svendendosi finchè non incontrò me.
 

Dapprima  la ospitai nella mia sgarrupatissima casa di Via Bava imponendo la sua presenza a mia madre che dopo un po' però iniziò a dare i numeri, giustamente, chè un tossico va già a merda ma due...
Fu così che la sera si usciva oltre che per procurarci la sostanza anche per trovarle una sistemazione permanente e tutti, tutti nel vederla la volevano ospitare, al solito prezzo però.
Finalmente una sera che non so se definire fortunata, incontrai da Giancarlo un mio amico pittore ex tossico col quale ero già stata in affari quando lavoravo al Sax, era il mio pusher di afgano, uno molto sensibile che nel vedere Sdeb mi chiese: "cosa bisogna fare per vederla sorridere?"
"Trovarle una casa dove nessuno voglia per forza approfittare di lei", risposi.
Lui mi disse che allora l'aveva trovata, la casa e lei finalmente sorrise.
Quel suo sorriso
Per un po' continuammo a lavorare insieme, ci avevo visto giusto, era una ladra perfetta, mai avuto una socia simile neanche dopo, eravamo in sintonia, coordinate, impietose e fino a quel pomeriggio inafferrabili!

Poi Piero (il pittore), ricominciò a farsi, era vittima del sommerso di Sdeb, la amava in tutta la sua ambiguità perchè lei non poteva fare a meno di dominarli gli uomini, ridurli ai suoi ordini, svilirli, disprezzarli , usarli ma soprattutto era capace a tenerseli o riprenderseli, le bastava tirar fuori l'angelo che copriva il suo essere.
Piero cominciò anche a spacciare per tenersela vicino e un brutto giorno madama fece visita nella loro dimora e li arrestò; era quella famosa retata di cui vi ho già parlato, quella di Ubaldo l'infame.
Nonostante lei fosse appena maggiorenne le diedero da scontare come niente fosse 7anni che alle Nuove le valsero il soprannome di Curcio.
Quando arrestarono anche me per la prima volta, è in cella da lei che andai ed è grazie a lei se quella carcerazione passò abbastanza veloce, bene non lo posso dire che, lo ribadisco, la prima volta in carcere è davvero brutta, dopo ci fai l'abitudine ma la prima volta è davvero angosciante specie se non hai amici ma io l'amica interna l'avevo e anche se ero più grande di una decina d'anni, quella volta Sdè dovette far da madre anche a me!
Uscii prima io che ero stata condannata a soli novanta giorni e dopo qualche mese grazie al suo super avvocato, uscì anche lei. Piero no, lui si era accollato il più possibile oltre che pagarle il suddetto avvocato.

Tornando a quel pomeriggio, seguii con lo sguardo la macchina dei vigili e vidi che la portarono nella vicina stazione di Via Giolitti; io stavo male malissimo, non riuscivo a gioire del fatto di averla scampata, non riuscivo a sentirmi libera, anche se era bastarda dentro, non potevo lasciare una poco più che bambina da sola in un momento simile e dabasso mi arrovellavo su cosa avrei potuto fare per tirarla fuori.
Risposta: niente!
E allora, cosa avrei potuto fare per farla stare meno male?
Risposta: mi consegno anch'io!

Lo feci!
la solita storia del mal comune mezzo gaudio, in due avremmo sopportato meglio, pensavo
Il rischio era grande, avrebbero potuto portarci dentro tutt'e due ma la faccia che lei fece quando vide entrare nell'ufficio pure me, non ha prezzo.
Le lacrime di gioia e sorpresa che le scesero dissero a me che avevo fatto la cosa giusta ed a lei che c'era qualcuno di cui potersi fidare.
Anche i vigili furono sorpresi dalla mia SalvoD'aquistata, fecero una denuncia a piede libero, ci rilasciarono e innescarono in noi una felicità duratura (di solito non sta su così tanto la felicità), forse era il consolidarsi e l'affermarsi di un amicizia a renderci così euforiche!
Prese dalle nostre cose, ci perdemmo un po' di vista ma ci tenevamo sempre in contatto; lei mi diceva che continuava a rubare ma una notte l'ho beccata che faceva marchette sotto i portici di Via Nizza, le ho fatto una scenata e preso a calci il vecchio che se la voleva portare, dopo un po' mi arrestarono di nuovo e quando uscii  andai a trovarla nella casa dove abitava con un mega-pusher calabrese.
Ci facemmo tutta la notte di quella coca rosa che ai tossici attuali pare una leggenda metropolitana e siccome i calabresi sono il numero uno anche per quanto riguarda l'eroina, finimmo con la nostra preferita

Mi confidò di essere incinta e di volerlo tenere anche a costo di smettere, io ero incredula che quand'eravamo in cella insieme una volta mi disse che avrebbe potuto starci anche tutta la vita dentro se le avessero dato la roba invece, davvero smise!
 

Grazie al Ministero (di grazia e ingivstizia), la vidi un ultima volta alle Nuove. 
Fu quella volta che mi arrestarono mentre attraversavo la strada perdipiù col verde ma gli sbirri scesero lo stesso dalla vettura con un mandato di cattura per me e poi mi chiesero che fine aveva fatto la mia amica Debora M., gli risposi che non lo sapevo, mi portarono dentro e dopo qualche giorno giunse pure lei che però fu scarcerata dopo pochissimo perchè incinta. 
Incredibile davvero dover ringraziare il Ministero per averci fatto passare qualche giorno insieme prima di non vederla mai più perchè cambiò vita davvero Sdè, partorì e cominciò a fare la madre di un figlio suo stavolta, ma un giorno che era in casa da sola perchè il bambino era al mare con la sorella, le venne un attacco di epatite fulminante e morì così, da sola, dopo tre giorni di agonia in cui passava dal coma allo stato di veglia. Chi riuscì a vederla prima che la tumulassero, mi disse che era irriconoscibile: tutta marrone coi denti che sporgevano ma soprattutto aveva le unghie consumate perchè quando era in stato di veglia grattava la porta in cerca di aiuto.
Tutt'ora pensare a questo, mi mette i brividi!
Devo ringraziare di essere arrivata in ritardo al suo funerale (incredibilmente ero stata scarcerata il giorno prima, guarda il caso...) perchè almeno non l'ho vista così come me l'han descritta ma poco cambia perchè sento di non esserle mai stata utile davvero o comunque ho spesso la sensazione che fosse Lei ad aiutarmi più di quanto facessi/volessi io e non averle mai detto Grazie per questa amicizia, mi lascia incompleta.
Grazie Sdè, te lo dico adesso piccola Amica mia, Grazie davvero!

martedì 30 giugno 2015

se lo dice Rocco...


L'avete sentito tutti Rocco Siffredi dichiarare che le teen sono finite, che è il periodo delle Milf o comunque delle donne mature?
Le teen sono FI-NI-TE, tiè!
Devo dire che da quando sono nata, sono cambiati parecchio i canoni di bellezza e meno male! che allo  stato primitivo io ero il classico 'tipo', invece, man mano....
Quando ero adolescente il sogno erotico dei miei amichetti era Dalila di Lazzaro, magra, senza tette, labbra sottili.
Io ero tettuta anche se magra ma avevo questi labbroni che mi pareva tutti pensassero solo ad una cosa quando parlavo...
Poi molte, molte donne hanno iniziato a gonfiarsi le labbra, se le son rifatte un po' come le mie o, se venivano male, come la Moric.
Un punto a mio favore anche se ho dovuto attendere i '90 per andare di moda, ma continuavo ad essere solo un tipo...
Nel duemila scopro che ci sono gli appassionati delle nasone anzi, c'è addirittura un sito di donne nasate bellissime consultato dai miei amichetti che mi hanno subito informato della cosa.
Due punti a mio favore.

Adesso che faccio i conti col tempo che passa e cerco di contenere i danni causati dalla forza di gravità, se ne esce splendidamente Siffredi da Chiambretti a far segnare un altro punto per me. 
E dire che mi aveva un po' delusa durante l'isola dei famosi e anche dopo, sempre lì a fare ospitate ovunque, già me lo vedevo anche a Chef per un Porno, invece dichiarando (lo ripeto per i distratti) che le TEEN SONO FINITE!, mi sono pacificata con questa Mole del cinema italiano (e non).
Ora, siccome sono inguaribilmente ottimista (anche se non ne ho motivo), attendo fiduciosa la dichiarazione di qualche altro mostro sacro, che so, Pharrell Williams, che ospite dal nuovo Letterman dica che:" 32 denti sono troppi, less is more, anzi, se ce n'è qualcuno annerito causa devitalizzazione, è meglio perchè ricorda the keyboard" (cioè la tastiera del pianoforte), concludendo con un: "Teethless Smile Sounds Better", magari ci fa pure una canzone ma anche senza  segnerei un altro punto per me!
Non è così impossibile, pensate bene a come si sono evoluti i canoni di bellezza dall'Età della Pietra ad ora, se continua così, quando avrò ottant'anni smetterò di essere un tipo e sarò considerata bellissima!

martedì 23 giugno 2015

la guerriera


Riassumo solo l'ultima settimana come giustificazione per non aver scritto.
...a dire il vero c'è una settimana di merda anche a maggio ma ve la racconto poi
Tutto ha inizio venerdì 12 quando il mio palazzo che, lo ricordo ai distratti, è abitato solo da me, Olindo e la birreria sottostante, rimane al buio.
Scale, androne, cortile e citofono completamente off, il tutto amplificato dall'assenza di luna, un buio assoluto che fa paura persino a me che ho l'animo dark.
Chiedo cos'è successo al capo della birreria che chiameremo Roby e lui mi dice che in cantina la  situazione è molto grave: una perdita d'acqua ha aggredito il pannello luci.
A dimostrazione di tale teoria, martedì restiamo pure senz'acqua.
Chiedo ulteriori delucidazioni e Roby mi dice che cercheranno di intervenire quanto prima Papa permettendo... ...sì, perchè a peggiorare la situazione ci si è messa pure la viabilità azzerata per motivi di sicurezza ed io ovviamente abito nella zona Rossa.
Fortunatamente avevo in casa due tanichette da cinque litri ed alcune bottiglie da due litri piene a causa di un incidente precedente, cerco di far buon viso a cattiva sorte, pulisco quel che posso, faccio scorta d'acqua ed esco a lamentarmi coi miei amici.
Il giorno dopo la mia situazione precipita perchè scopro di essere l'unica del palazzo senza l'oro bianco; finche era mal comune mezzo gaudio vabbè, ma così no eh! In pratica per contenere la falla han pensato bene di abbassare la pressione e dunque il prezioso liquido non arrivava fino a me che sono al secondo piano.
Vedere Olindo che stendeva mi ha fatto salire una carogna talmente forte da dimenticarmi che non gli parlo da quasi un anno (da quando mi ha fatto trovare due piccioni morti dietro la porta) e,
sporgendomi dalla ringhiera come solo Adolfo sapeva fare, l'ho arrogato:
"Ah, quindi lei l'acqua ce l'ha!"
Lui visibilmente spaventato fa pure finta di entrare a controllare il rubinetto, io non digerisco:
"Ma che pantomima mi fa' che se è lì che stende vuol dire che l'acqua c'è?"
Seguono altri improperi.
Adesso non sto a raccontare la rava e la fava ma siccome la domenica precedente avevo pensato di complicarmi la vita prendendo un micro gatto che scambiava il mio letto con la lettiera, non vedevo l'ora di fare una lavatrice quindi il fatto che io non potevo ma lui sì, mi ha fatto salire un invidia furiosa!
Ri-esco a lamentarmi con gli amichetti (senza i quali non sarei sopravvissuta), maledendo la mia sfiga, la fine della fortuna e l'avversità del destino finchè ad un certo punto loro, quasi in coro mi ricordano che: minchia Lella, hai vissuto delle cose.. sei venuta fuori da situazioni che neanche immaginiamo, non puoi  buttarti giù per questo.
E sì, è vero, ho fatto periodi senza neanche la casa; settimane nascosta nella cantina di uno di Givoletto i cui genitori non dovevano sapere che ero lì, cantina dove magari avevo un piccolo lavandino con anche l'acqua (un filo) ma un solo asciugamano che usavo dal lato dell'etichetta per la faccia e dal lato senza per il bidet... ...ho fatto mesi di galera dove l'acqua c'era ma non avevo tutto il resto; in effetti...
Rimugino su ciò e come prima mossa mi viene che devo accantonare la razionalità che è quella che mi fa male, vede l'ingiustizia enorme di persone che si comportano così perchè sono una donna sola, avessi in casa uno come Tati, non credo avrebbero fatto una cosa simile.
Mollo quindi la nociva razionalità e sfodero l'Istinto, aguzzo tutti i sensi, specie il sesto, lascio andare l'animale che è in me e le mie vibrisse captano segnali altrimenti invisibili e come prima cosa non scendo più in birreria a caricare le tanichette, non sopporto che mi guardino come mi facessero un piacere, piuttosto mi rivolgo all'adiacente negozio di skate il cui padrone è del Toro ed infatti si mostra di cuore e comprensivo.
L'animale che è in me dopo tre giorni comprende che non si possono sprecare tre tanichette per fare andare giù la cacca dal water e decide un metodo un po' punk per risparmiare acqua e relativi giri per procurarsela: farla nel giornale.
Lo so, fa un po' schifo, detto da una donna poi, ma sono o non sono Lady Cacca?
Giuro che alla prima cacca nel giornale poi imbustata, mi è venuta la forte tentazione di lanciarla sulla roba stesa di Olindo, sarebbe stato davvero bellissimo, invece con lui ho optato per la solita tortura musicale, mi dava fastidio vederlo in casa tranquillo con le finestre spalancate e allora vaiiiii: King Crimsom, The piper at the Gates of dawn, il tutto allietato dalla mia voce che non saltava nemmeno i coretti, compresi i CU CU' del defunto Syd Barret.

Mentre uscivo l'ho sentito urlare al telefono, spero fosse col padrone di casa, e diceva: "questa canta tutto il giorno, non ne posso più, non gliene frega niente!"
La regola del Doc: se te la mettono in culo, non ti muovere, faresti il loro gioco!
Il giorno dopo tutto Siouxsie, compreso The Thorn che sembra normale in quanto partecipato con la Philarmonic Orchestra di Londra ma diventa super Noise a tratti e la mia Susan lancia urla che manco in 'Don't play with that axe Eugene!
Per sopravvivere mi organizzo come un militare d'altronde me l'aveva detto l'astrologa che il mio karma è scuro, disciplinato, forse eri un generale...
Penso solo in tanichette, smetto di spadellare che è difficile lavare ma soprattutto sciacquare pentole con una sola mano, riduco tutto al minimo.. E infatti ho perso tre chili.
Intanto tengo aperto anche il fronte Guerra fatto di telefonate all'avvocato, ai vigili, all'asl e tutti in sincro a dire che finchè c'è il Papa...
Minchia papà, questo Papa non poteva scegliere settimana peggiore per venire in Sabaudia che poi lo sentivi pure dire che non bisogna abituarsi alle comodità...
Ma dimmi Frank, consideri l'acqua corrente una comodità evitabile?
Mi son sentita davvero una profuga senz'acqua e prigioniera della mia zona che però era infestata di credenti tutti OVER SIZE, mai vista una simile invasione di cetacei, diglielo Frank di essere frugali a 'ste merde che gravano pure sul SSN!
Quelli della birreria neanche li saluto più (il mio istinto mi ha ordinato così) e domenica dato che il negozio di skate era chiuso, piuttosto che andar da loro a farmi compatire, mi vesto di tutto punto e vado a caricare l'acqua in piazzetta. Non sembravo per niente una che caga nel giornale, piuttosto una volontaria molto chic!
Avete tenuto conto dei giorni senz'acqua? Sono sei!!! Se ero davvero un militare, ero uno da trincea, un guerriero, quale generale!
Ieri, lunedì, mi sveglio con una tensione più devastante dei giorni precedenti chè ormai se durante la giornata non fosse accaduto niente, non era più colpa del Papa ma del padrone di casa che vuole sfinirmi, invece, mentre facevo ginnastica capto rumori diversi dal cortile, mi affaccio e vedo quel che volevo vedere da una settimana: un omino di grigio et arancio vestito che scende in cantina con la scala. Siccome era già venuto un omino che però aveva aggiustato solo il tubo di Olindo, cerco di tenermi calma, continuo l'esercizio pregando Gesù con gli occhi serrati. "Devo, DEVO finire l'esercizio, non posso farmi prendere dalla curiosità, questo è appena sceso, non può già essere successo il miracolo, devo stare alla larga dal rubinetto, devo stare alla lar..."
...mi tuffo sul rubinetto...
FUNZIONA!!!
Acqua, acqua marrone ma esce!
Come un automa mi butto su tutti i rubinetti, apro, faccio scrosciare; l'istinto non si fida, prende tanichette e bottiglie e le riempie, scende in birreria a chiedere se è vero o se fra un po' la tolgono di nuovo, mi rispondono che è proprio vero!
Una gioia immensa prende possesso di me, avviso la Simo, la zia, l'avvocato, pulisco, sono incontenibile!
Poi, il vuoto.
Un vuoto simile a quello che si prova dopo una rissa, un rilasciamento di energie ed endorfine difficile da spiegare, un vuoto leggero che mi ha spinto fino alle lacrime; forse riattivare sensi che non usavo da un po' mi ha stancato, forse è come quando non fai gym per un po' che quando riprendi hai dolori ovunque; forse bisogna allenare anche i sensi ogni tanto. 

Pur se pare assurdo, ora sono grata a questa settimana difficile ed ingiusta perchè mi ha fatto ri-scoprire che posso sempre contare sull'animaletto che è in me; che quando c'è l'esigenza il guerriero che evidentemente ed astrologicamente sono, mi soccorre. 
Non è morto, sono io che lo faccio dormire!
Attenzione!

domenica 7 giugno 2015

Grazie juve!


Grazie perchè tu sai sempre cosa fare per rendere felici noi Granata nonchè la tua città che è Granata, si sa, lo dimostra il fatto che le fontanelle siano Torelli e non Zebrelle.
Grazie per avermi dato ragione agli occhi dei miei amici spaventati dalle tue vittorie tipo contro il Real (che pareva l'Avellino), ai quali dicevo: 'Resistete, sarà troppo più bello quando la elimineranno in finale!'
E infatti è stato sublime!
Per me avrebbe dovuto esserci il Bayern a disputare la finale, quindi ho guardato la partita obiettivamente tanto odio sia la juve che il barcellona (quando si tratta di odiare, non mi risparmio), senza enfasi anzi, per un momento gli ho preferito Sex and the City ma poi la curiosità mi mangiava, ho girato e creduto che il barça avesse segnato durante la pubblicità.
Primo slurp.
Poi la juve mostra carattere e, devo essere sincera, quando inquadravano il ladro di palloni d'oro (messi), il mio odio non sapeva dove posizionarsi ma riuscivo comunque a restare neutra finchè non ha segnato morata e l'urlo degli orchi sotto casa mi ha fatto tornare in me.
Non avrei sopportato un altra notte di clacson e urla belluine, avevano già festeggiato come se... quando han vinto contro il real (e infatti ha portato bene...); 

...'no, ti prego no, sono io quella che crede nell'impossibile, non loro'.
Ora, senza fare la cronaca, la serata è trascorsa scandita da momenti belli e momenti brutti.
Momenti belli: vedere negare un rigore alla juve. In italia non siamo abituati a questa cosa, anche se il rigore c'era ma allora valeva anche il gol di neymar perchè il braccio era involontario e non  ha condizionato la traiettoria del pallone.
Momento bello 2: sentire i cronisti che eccitati annunciavano collegamenti anche con lo scoppiettante Zambrotta.
Momento bello 3: sempre i cronisti che allo scadere degli ultimi secondi millantavano e credevano nella sciabolata di buffon e invece è arrivata la fucilata di neymar.
3 -1!!!
Momenti brutti: il collegamento con lo scoppiettante Zambrotta è stato brevissimo forse solo per farci vedere che era errata anche la previsione dell'umore del povero calciatore.
Momento brutto 2: pur se su Cielo davano la vita di Bettie Page (bellissimo doc, guardatelo!), la mia mente attendeva il TGR, volevo vedere che fine avevano fatto i trentamila coglioni giunti da tutta italia che nonostante i 35° imperanti a Torino e nonostante la partita fosse data in chiaro, avevano deciso di abbrustolirsi in piazza San Carlo sotto i maxi schermi. 

Volevo solo il servizio classico, il mio preferito: vedere gli umori di questi scemi cambiare da gol a gol e invece...
...Invece inquadrano Piazza San Carlo ridotta come Porta Pila dopo il mercato: solo spazzatura che altrochè gli olandesi a roma e l'inviato che in mezzo a tanta rumenta sembrava un gabbiano solitario ci rifà la cronaca; zero tifosi, zero servizio slurposo, GRRRRR!
Punti di vista: per consolare i tifosi della squadra sbagliata i giornalisti elencano le conquiste della juve che sono poi scudetto e coppa italia.
Per noi Granata invece la juve ha perso il Derby e pure la Champions.
C'è un altra cosa che mi tormenta: non sapremo mai quanto ha influito sull'esito della partita il fatto che Suarez fosse stato privato del suo snack preferito (Chiellini), ma dal gol che ha piantato  dev'esserci rimasto malissimo!.

P.S.: Pur se Gulden si è portato via il mio cuore, al brandello che è rimasto dispiace solo per Benedetta e Schiuma

martedì 19 maggio 2015

GLI ANIMALI SIETE VOI!!!


L'ingenua qui scrivente si stava quasi commuovendo nel vedere il servizio sui milanesi che ripulivano il devasto provocato dai cosìddetti black bloc se solo l'inviato non avesse, elencando le delizie dei vari padiglioni, chiuso con un: 'va da se' che nessuna razza animale viene risparmiata'.
Sono proprio una cogliona!, io a sentire le parole nutrire il pianeta - futuro - ecc., mi ero immaginata un mondo di rispetto; rispetto l'aria, per la terra e per tutti quelli che ci vivono invece niente futuro, qui siamo all'era paleolitica e quest'expo mi pare un festival dell'unità molto più grosso.
Ospite d'onore la ferrero che non ha ancora finito di distruggere Malesia e Indonesia tutta, per produrre il nocivissimo olio di palma devastando foreste e lasciando tra le rovine i miei adorati Oranghi che, detto tra noi, sono molto più intelligenti e belli di farinetti e compagnia bella.
Ieri per evitare l'annunciato servizio riguardante la cina che non so per quale altro enorme evento sta facendo scempio di cani (e nei titoli già si erano visti cani di ogni razza ammucchiati in gabbie), ho virato col telecomando che però si è fermato su striscia la notizia dove la Petix ed il suo Bassotto hanno scoperto che in Sicilia si forzano le porte dei viadotti per farci macelli abusivi.
Inquadrati asce ed altri strumenti di tortura che mi hanno fatto passare la fame, a me, che nel piatto avevo lenticchie e pomodori...
Come non bastasse, non ho potuto guardare Report che aveva iniziato un servizio sulla nocività del nitrato di potassio contenuto in prosciutti, culatelli, salami, ecc. perchè ovviamente non si poteva parlare di ciò senza vedere come vengono allevati i maiali.
A me sconvolge come vengono allevati i maiali ed ho dovuto cambiare canale.
Avrei dovuto farlo anche durante la puntata sui piumini ma purtroppo speravo non fosse vero che facevano quel che fanno alle oche per avere le piume, io, l'Ingenua, credevo che utilizzassero quelle delle oche morte, invece ho visto cose che mi hanno tolto il sonno, anche perchè era inverno e mi coprivo col piumino ereditato da mamma.
Ho passato la nottata a chiedere scusa ad ogni singola piuma e non riuscivo a scacciare dalla mente la barbarie vista in quel servizio.
Così è stato per molte notti, ora fa più caldo, uso una trapunta e sono più tranquilla.
Non esiste etica, non esiste morale, siamo passati dall'uomo sapiens all'uomo sapido, egoisticamente sapido!
Come diceva Leonardo l'italiano più intelligente di tutti non morto ammazzato (gli altri sono Giordano Bruno, Pasolini e poco ci è mancato per Galileo), l'uomo si evolverà quando capirà che non deve più uccidere per nutrirsi.
Direi che siamo ancora molto lontani da ciò, nel frattempo continuate pure a prenderci per il culo noi vegetariani, tanto lo so che lo fate solo perchè vi sentite inferiori e ricordate che qualsiasi malattia vi colpirà (perchè vi colpirà, statene certi), vi consiglieranno di mangiare frutta e verdura, se siete grassi oltre ciò vi diranno di evitare il pane bianco e la pasta, se avete ancora un cuore invece, vi invito a considerare che tutti soffrono e che anche gli animali hanno un anima (lo dice la parola stessa), non si tratta di etica o di morale, si chiama rispetto ma fino a quel momento andate pure tutti a fare in culo, primati che siete!!!


Come al solito le maiuscole le ha solo chi le merita

P.S.: so che si dice homo sapiens ma avrei poi dovuto coniugare in latino homo sapido e diciamolo pure, in latino non sono brava ne' come la Simo, ne' come lotito, ma ci provo così ci facciamo due ghignate, sarà homo sapidus?

lunedì 11 maggio 2015

P.S.:


Sono certa che se avessi beccato Ellroy da Giancarlo, sarebbe andata diversamente!
P.S.2: lo so che non si scrive l'all'inizio... ...ma mi piaceva così eppoi lo sanno tutti che solo io posso fare le cose che non si fanno di solito.

venerdì 8 maggio 2015

Giancarlo missing

Per rivedere Ale Baba (che io però chiamo Mayo), c'è voluto mio figlio Steff che mi ha gentilmente invitata a mettere dischi all'Astoria per l'inaugura del GBLTDSFecc. Festival, sennò all'Astoria ci vado mai, tra parentesi serata fighissima o, almeno, io mi sono divertita tanto tanto e credo di avere limonato più di tutti mi è sfuggito solo l'all'inizio antipatico barista marines americano e pure repubblicano ma non è di ciò che volevo scrivere quindi arrivo al sodo che è: il piacere di rivedere Baba che nonostante qualche chiletto in più, non è cambiato nello spirito ed abbiamo pure parlato dell'importanza che ha avuto nella nostra vita conoscere ed apprezzare Spallacci, tanto da averlo eletto entrambi nostro mentore.
Di solito la gente parla male di Spallacci, specie se non lo conosce.
Scoprire un fratello di School Clubbin' o Clubbin'School e non solo mi ha spinto a chiedergli:
Ma non hai nostalgia di quando eravamo piccoli ed eravamo un gruppone unico?
Lui mi dice che sì, però ad un certo punto uno deve smettere con certe cazzate...
Ma no Ale, intendevo quando nessuno di noi aveva ancora un locale o una serata, quando eravamo un movimento unico che si riuniva per divertirsi e si finiva immancabilmente ai muri mentre ora per vedersi devo venire io qui o andare là che poi non ci si becca mai tutti insieme ma quando ci si trova si scopre che la magia non è finita, si è solo dispersa...
Credo abbia capito o comunque mi ha dato ragione, fatto sta che è una settimana che ci penso (non a Baba eh!) ma a quel periodone durato parecchi anni in cui qualsiasi lavoro uno facesse poi si convergeva tutti (baristi, pr, djs, camerieri, portatori di ghiaccio, padroni di locale) come un delta al contrario verso il fiume, verso Giancarlo.
Per tutti intendo tutti anche quelli del Beach, quelli del Cacao, quelli di The Plug e indietro nel tempo, quelli del Paris-Texas, del Bar Code, del Freevolo, dei Galli, del Puddu, del Lab; reduci dei concertoni arrivavano da Giancarlo e trovavano lì quelli che avevano visto fino a poco prima sul palco, reduci di un DJ Set di Sven Vath che accorrevano a ballare Macarena e la Luna Bussò e ci è mancato poco ci fosse pure Sven che però aveva il manager napoletano che capiva un cazzo e l'ha obbligato ad andare a dormire.
Reduci da partitone che arrivavano da Giancarlo e trovavano Montero o Oliveira o Trezeguet o non me li ricordo tutti... ...ma comunque di Montero si sono ereditati zii e cugini fino alla terza generazione...
E si era tutti lì senza ruoli, privi di ceti sociali, tutti che avevano chiuso il proprio locale e per rilassarsi si scendeva a rompere la pizza a Giorgia, Ramona e Alice, le bariste più stronze della terra, importanti quanto il locale tanto che han poi preso tutte lo stesso cognome che è ovviamente Muri. 

Perle di perfidia si snocciolavano dietro il bancone dove io ero fortunatamente ammessa ed uscivo solo se mettevano curre curre uagliò.
Non c'era bisogno di Internet, Whatsap e aiutini vari, qualsiasi evento scuotesse la città, l'unica cosa certa era che sarebbe finita da Giancarlo ed ho pure un sacco di foto che lo certificano, nessun altro locale ha più avuto tanto fascino, tanto potere aggregativo.
Per buttarla in slogan matematico, se Scavolini è la casa degli italiani, Giancarlo era la casa dei torinesi ed ora siamo homeless!
Può essere quindi che non è che siamo invecchiati ma che ci manchi il Posto dove mollare tutto e sentirci finalmente di nuovo tutti dei Grandi Cazzoni?
Io non ho più visto un alba bella come quella che ti toccava vedere dai muri col Monte dei Capuccini e il Ponte che si specchiavano nel fiume e Superga che brillava e benediva da lontano benchè ad ogni alba fossi colta da angoscia chè avevo dimenticato gli occhiali da sole e si vedevano le magagne e il divertimento tutto, corrucciato tra occhi e bocca...
Può essere che probabilmente riapriranno tutti i locali dei muri tranne Giancarlo?
Che minchia è?

Sono disposta a fornire le prove di ciò che ho scritto, materiale fotografico che attesta la totale assenza di tristezza sui volti noti e non dei frequentatori del locale ma c'è solo un locale che mi spingerebbe a tanto sbattone e per ora questo locale non c'è più!