lunedì 19 marzo 2018

Ecco perchè non ci sono cinesi nei films porno!


Odio la parola condivisione ma questa mi ha fatto moooolto ridere oltre che chiarirmi un dubbio, una domanda infinita, un pregiudizio che ho scoperto essere fondato e mi è venuta voglia di riderne con voi:


La foto fa' un po' cagare ma fossi stata brava avrei fatto la fotografa, no?

giovedì 15 marzo 2018

ahi, ahi, ahi



Nessun bambino intelligente avrebbe scelto la ciabatta e lo zoccolo insieme!
Mi estraneo sorridendo e pensando ai miei amici gaggi che han fatto questa scelta ma vorrei ne 'godessero' solo loro!

sabato 10 marzo 2018

che czz?!?



Ma quando il meteo dice
""""""schiarite notturne""""""
cosa si intende esattamente?
Che ad un certo punto della notte il cielo si apre a raggi di luce tipo le le rappresentazioni iconografiche che abbiamo di Mosè?

martedì 6 marzo 2018

Lo zoccolo e la ciabatta



Per un europeista come me queste elezioni sono state davvero un cazzotto in piena faccia.
Pur se preparata (grazie all'equazione Nardi fuori dall'isola), io ci spero sempre nell'evoluzione del popolo che però puntualmente mi delude.
Devo comunque dire che la sorpresa di riserva leggi 'incredibile risultato di salvini', mi ha fatto accettare in qualche modo la debacle personale.
Sapete, noi babyboomer siamo cresciuti con la possibilità di scelta; quando combinavamo qualche marachella la mamma mentre ti diceva 'pass nnanz', ti chiedeva pure:
"Le vuoi con la ciabatta o con lo zoccolo?"
I bambini intelligenti sceglievano sempre la ciabatta.
Ecco, i cinque stelle per me sono la ciabatta.

mercoledì 28 febbraio 2018

domande...



Avete tutti un amica figa che sta con un cesso?
Lei disordinatissima, lui un ossessivo complulsivo?*
Oppure, lei molto intelligente, lui un rozzo senza limiti?
Vi sarete chiesti come faccia lei supernightclubber a stare con l'imperatore delle pantofole, no?
La risposta più semplice conduce al non sempre rassicurante 'gli opposti si attraggono', invece a furia di vita ho finalmente scoperto qual'è il collante per coppie che non ci accucchiano un cazzo tra loro; la pura realtà è che Lui c'ha un pisello così!!!...............!!!
Fidatevi, ho concluso da poco le indagini.

Domanda 2: che popolo è mai quello che mi elimina Filippo Nardi dall'isola dei famosi? 
Posso fidarmi di questi alle elezioni? 
La risposta è chiara: NO

Ma la domanda che mi assilla di più da un mesetto è: 
Ma chi cazzo è che mi segue dalla Polonia?!?
Da un po' batte i lettori che ho negli Stati Uniti (?) che han superato quelli italiani, che son stati superati dai Polski.
La risposta sarà mica: son tutti gli operatori di Vomitel a cui ho arroventato la coglioniera per tutto il mese?


*Ortensia, giuro che qui tu non c'entri niente, hi, hi!

lunedì 26 febbraio 2018

una negra al contrario



Ho fatto un sogno di merda che mi ha lasciato una sensazione infame al risveglio.
Come tutti i sogni che faccio ricordo poco ed è un po' scemo:
Ero andata a trovare una carissima amica lì dove lei abita; mi viene a prendere all'aereoporto e quasi non la riconosco ma le dico niente. 
Andiamo a fare i soliti giri che si fanno quando si giunge in posti nuovi e noto che la gente mi guarda male.
Non solo!
Al mio passaggio si danno di gomito e spesso sghignazzano coprendosi la bocca, alcuni li ho proprio beccati con l'indice che puntava verso me.
Pensavo di essere vestita in modo non adeguato per il luogo, cambio stile e siccome fa' molto caldo mi spoglio, ZERO DIVISE; VA BENE COSI'? 
Evidentemente NO, le reazioni spiacevoli degli altri aumentano e non me ne spiego il motivo, non ho nemmeno la cellulite, sarò troppo magra?
L'amica in questione mi aiuta poco, dice niente e l'unica cosa che fa è passarmi creme per proteggermi, dice.
Da che cazzo dovrò mai proteggermi, dagli sguardi di 'sti stronzi?
Questo misterioso malessere continua finchè uno sprazzo di verità finalmente illumina l'onirica disfatta
SONO AL MARE!

Per la cronaca: non prendo sole da quando avevo diciott'anni

giovedì 22 febbraio 2018

Clima drogato

Vatti a fidare dell'Ozono...
Tutti ad attendere la primavera anticipata ma la verità è che proprio non ci si può fidare di chi si buca!

martedì 20 febbraio 2018

Torino's drowning



Davvero mi spiace ossessionare pure voi ma non posso fare a meno di dispiacermi nel vedere Torino navigare in acque così torbide, mi da' sollievo solo il fatto che finalmente pure il resto d'italia si sta accorgendo della merda che ci sommerge.
Non mi riferisco solo alle polveri sottili che poi tanto sottili non sono, la mia fortuna è che fanno pendant col pelo di Jello. Passo la scopa e la mente mi porta a Stromboli ed alla sua sabbia lavica. Tutto nero.
L'orologio di piazza Castello è fermo da due anni come pure quello della basilica di San Lorenzo, è la prima volta che mi capita in mezzo secolo e fischia di vita in questa ex stupenda città e la cosa mi stupisce alquanto anche perchè ci si sta muovendo per rendere Torino agibile SOLO per i turisti cosa tremendamente sgradevole e devo proprio dirlo, si stava meglio quando questi andavano altrove anche perchè il target di costoro è osceno e sono attratti solo da ristoranti, baretti e chioschetti vari. Sembra vengano dall'Africa per quanta fame hanno e potete immaginarlo, sono tutti ciccioni di merda e la loro mole è resa ancor più obbrobriosa dall'abbigliamento stile totò e Peppino a Milano.
In via Barbaroux qualsiasi piola o posto di ristoro ha perso la propria anima mentre in passato è sempre stata la sede del mangiare e bere bene con poco.
Ora si mangia di merda, costa un casino ma soprattutto trovi tutto ma proprio TUTTO chiuso entro le 23.30!!!
Se penso a quanto ci abbiamo messo per toglierci di dosso la fama di città dormitorio, mi vien da piangere.
Delle regole restrittive per quanto riguarda locali e discoteche di fatto in mano ai buttafuori già ne ho parlato nello scorso post ma quel che mi ha fatto ghignare ultimamente è che le stesse regole son state adottate anche per il famoso carnevale di Ivrea: 80.000 agenti per un totale di 160.000 partecipanti; la matematica non è mai stato il mio forte però questa è facile, uno sbirro ogni due partecipanti ma siccome tali regole non valevano per gli arancieri il tgR ha detto che mai si è registrato un così alto numero di richieste.
Ma va'!?!
E chissà come mai.
La regola più straziante se si pensa che in fondo è un carnevale è che le bevande superiori ai 10° erano vietate.
Me la fai anche per il raduno degli alpini, pliiiz???
Vorrei proprio vedere come andrebbe a finire.
Ma la cosa che più mi fa star male è la totale idiozia nel gestire i trasporti pubblici:
MAI dico MAI mi è capitato di attendere un bus per più di mezz'ora in via Po prima delle 20.
Da questi debosciati mi aspettavo rivoluzioni ma rivoluzioni utili tipo:
vuoi che si lascino le auto a casa perchè inquinano? E allora metti 'sti cazzo di mezzi gratuiti e vedi che prima o poi 'sti gnorri capiscono che gli conviene e invece NO, la signora Chucky non solo diminuisce i passaggi ATM ma ne aumenta pure il biglietto!
Ma vaffanculo va'!
Prima che mi diate della visionaria (che finalmente è diventato un complimento), vi dico che a Berlino si farà così entro poco: 
MEZZI GRATIS AUTO A CASA!

Invece durante i primi sei mesi del suo insediamento la tipa non ha parlato d'altro che di panini a scuola e fasciatoi ovunque come se queste due cagate fossero la priorità della capitale Sabauda, poi è arrivato il tre giugno e ci è rimasta sotto (non solo calcisticamente) e quindi mi viene logica la conclusione
Solo i sindaci granata sanno governare Torino!

ma quanto mai si potrà risparmiare non regolando gli orologi?


mercoledì 10 gennaio 2018

Una città tutta da ridere



Dal tre giugno, giorno in cui il Destino giustamente decise che NO, quella squadra di malazionisti non poteva vincere la Coppa dei Campioni, la mia città preferita si è buttata alle spalle anni di illuminismo ed apertura e vive ora un periodo buio come mai ne ho visti durante la mia vita sabauda.
Da quel giorno non si sono mai fermate le inutili indagini per capire come mai una folla oceanica di dementi si sia comportata come un gregge di pecore. 
Mezzacittà è indagata, per prima la moglie di Chaky (la bambola assassina), altresì nota come Appendino, gli immancabili bangla rei di aver venduto birra (si sa' che i gobbi non reggono l'alcool) e per ultimo pure il Questore fresco di nomina.
Son certa che un avviso di garanzia stia arrivando pure al Caval d' Brons che era lì e dichiara di aver visto niente.
Indagare la sfiga, no?
Quel che mi brucia è che pure la metà sana della città (noi Granata) deve fare i conti con le restrizioni adottate dalla di Chacky moglie.
Bicchieri e bottiglie di vetro aboliti, si prevede un impennata di vendite del Tavernello!
Entrare in discoteca è una perquisa infinita, non puoi portare dietro niente, ti sequestrano pure i rossetti, i cavetti dell'I phone, accendini (vabbè), tra un po' ti tolgono pure i lacci delle scarpe e ti fanno fare i piegamenti tossendo ancora ti sei infilato qualcosa nel culo proprio come si fa' quando entri in galera; unica differenza dalla galera è che se esci dal loco per qualsiasi motivo, poi non puoi più rientrare. MAI PIU'!
Tutta l'operazione è gestita da quei portatori sani di neuroni che sono i buttafuori.
Le richieste per esercitare questo 'lavoro' sono schizzate alle stelle!, in consiglio comunale si parla di apertura di nuove scuole per diventare dei Muri di Gomma autorizzati ed è già in stampa il Manuale del Cagacazzo!
Per una come me che in discoteca ci è cresciuta ed ha vissuto periodi fantastici, andare a ballare e trovarsi invece a Bolzaneto non è per niente allettante e non dovrebbe esserlo neanche per i ragazzini che però che cazzo ne sanno di come ci si diverte davvero?
Come avrebbe detto Iggy  
NO FUN!!!

Intanto la squadra di balordi continua a rubare come si evince dal derby di coppa italia e dalla successivissima partita col Cagliari e, a proposito di ciò, la mia amica gobba che evidentemente è rimasta grillina dentro, quando l'altro giorno mi ha chiamata ed io cammuffando la voce le ho risposto: 
"forniture passamontagna, mi dica,..."
lei subito risentita mi ha sviluppato la sua teoria:
"Aaaah, ma ti riferisci al Cagliari? Ma sai che secondo me gli arbitri lo fanno apposta? Ci danno i rigori e non li assegnano agli altri per far credere alla gggente che la juve ruba!"
Insomma, nonostante la restaurazione, la fantasia galloppa.
Clop, clop!


Chuky Appendino






lunedì 11 dicembre 2017

WOW!!!



Non so cosa sia accaduto ma mi ritrovo con un sacco di visualizzazioni!, la cosa in se' mi rende ultra felice ma il ciliegione sull'happynesimo lo raggiungo perchè il post che ho scritto per Marghe ha finalmente ricevuto l'attenzione che meritava; mi sono aggrovigliata le budella e rotolata nel rimorso per scriverlo in maniera secca e priva di inutili fronzoli ed ho patito perchè lo vedevo languire nella classifica dei post più letti (dove la fan da padrone quelle due righe sui tassisti, hi, hi!).
Quindi GRAZIE, mi avete dato nuova linfa e forse mi annnoierò di meno questo Natale, invece di lamentarmi può essere che mi metterò a scrivere qualcosina.
Un Bacio a Marghe

venerdì 1 dicembre 2017

così va meglio?!?


Trenta settembre duemilasedici+1

OGR per concerto del GRANDE Giorgio Moroder ma siccome la foto con Moroder ce l'hanno tutti, io ho voluto esagerare come sempre e di Moroder me ne sono presa DUE!
CAPITO ORA?






martedì 31 ottobre 2017

vecchi che limonano



Che poi, noi Baby Boomer siam talmente potenti che per la prima volta nella storia si producono films di sessantenni che limonano; Harold&Maude non fa' testo, qui si vedono proprio sessantenni e oltre che scopano (e il ritmo è da campane a morto, specie per quanto riguarda gli uomini).
Io che provo ribrezzo da tempo immemore già solo nel vedere vecchi che leccano il gelato, reagisco a tali visioni come davanti ad un film horror: non si sono ancora spogliati che ho già le mani a raggiera davanti agli occhi! 
Non resisto al punto che devo raccapricciare qualcun altro e allora mando un sms a Ziggy: 
Aiut, film con vecchi che scopano!
Lei non ha tv e neanche mi può rispondere per problemi di contratto telefonico ma so che è atterrita come me riguardo la questione quindi durante la pubblicità la chiamo per fornirle tutti i dettagli e spartire preoccupazioni&disgusti anche se Zig non è drastica come lo sono io.
Io sono proprio messa male.
Ho sempre avuto uomini più giovani di me di almeno due anni anche quando di anni ne avevo venti anzi, crescendo la forbice s'è allargata ma dopo vere olimpiadi del sesso sono arrivata alla conclusione che con uno molto più giovane a vincere è il tempo!, nel senso che questi poverini sono cresciuti in un altra epoca, non riusciranno mai a colmare lo spazio che c'è tra una come me e loro.

Allo stesso tempo provo repulsione reale al pensiero di avere a che fare con una pelle avvizzita.
Persino io che son ben conservata subisco magagne inevitabili di decadenza, figurati un coetaneo che non ha avuto la mia stessa disciplina nel cercare di mantenersi il meglio possibile!
Questo più la quasi certezza di non innamorarmi mai più (requisito richiesto affinchè mi torni la voglia di trombare), mi ha spinta a chiudere bottega a tempo indeterminato.
Ma chiusa col filo spinato eh!

In ogni caso è confortante sapere di avere il ciclo ogni lunedì! 
Sì, l'ho scoperto in seguito quando coinvolgendo Zig le dicevo: "Ma che cazzo è, un epidemia?!?, c'è sempre qualche film con vecchi che limonano!"
E infatti è così; tutti i lunedì su Cielo ma finalmente la tortura è finita!
Su rai4 è ripreso Game of Thrones proprio di lunedì.
Addio brutti pensieri!

...però Gloria è un bel film!

martedì 3 ottobre 2017

Piccoli vantaggi della 'crescita'.



Che poi, il climaterio ha i suoi vantaggi: mutandine sempre pulite, zero segni di perdite...
Certo la patata prosciugata non è buona per i rapporti sessuali ma considerato che ti passa pure la voglia di trombare mi pare che il cerchio si chiuda elegantemente.


Oppure puoi cambiare canoni obsoleti e fartela coi fratelli Moroder, voilà:
anche avere l'amica fotografa ha i suoi vantaggi...
 

mercoledì 14 giugno 2017

il Duplete



Per non dimenticare

 
A causa di una congiura catodica volta probabilmente a rendermi meno stupida, da parecchio non ricevo canali Mediaset nel mio tv.
Benchè fossi stata invitata da molti a vedere la finale di Champions, ho rifiutato per miei personali e segreti motivi scaramantici ma anche perchè non avevo odio da dirigere verso una o l'altra squadra; per me quella partita era Juve d'italia contro Juve d'Europa, volevo seguirla come al solito, guardando altro cercando di interpretare le urla, i mugugni e le imprecazioni che giungono a me dalla sottostante birreria, noto covo di gobbi.
Dopo qualche nooooo ed un singolo coglione che verso il 20' strombazzava gridante per la via, più niente.
Ad un certo punto ricevo un sms da Zambra che ignaro delle mie assurde scaramanzie mi scrive che potevo andare a dormire tranquilla, nessuno avrebbe festeggiato.
Io stizzita gli rispondo:
"Shhhh, con la Juve fino al 99' non si parla!"
Lui: "3 a 1 per il Real, dammi retta, quelli non si riprendono..."
...non faccio tempo a leggere il più che chiudeva la frase che un frastuono come di unni impazziti sale fino alla trastollezza di casa mia, Jello rientra con un codone da esposizione e allora mi affaccio anche perchè sento gente che corre per le scale...
Mi sporgo dal balcone e vedo l'incredibbbile!!!
Il cortile pieno di gobbi!, uno aveva ancora la maglia di Inzaghi(...), si buttavano in ogni pertugio, parecchi caracollavano addirittura in cantina, una roba pazzesca! a vederli dall'alto più che conigli sembravano topi!
Non capivo cosa succedesse e allora chiedo:
Ma fate così perchè avete perso?
Hi, Hiii...
Quello che mi risponde non recepisce l'ironia e mi  dice di guardare alla tv cosa sta succedendo.
Io guardo tra i canali disponibili e capisco che avevano iniziato a fare i topi già in piazza San Carlo ma prima ancora di riuscire a riferire che stanno scappando per nulla arriva un altro sms di Zambra: 4!!!
Vuoi non comunicare la notizia a questi poveri tifosi?
Io: "Hey... Guarda che a furia di scappare vi siete persi il quarto gol! Ah, ed è un vero dispiacere non avere un pintone di pipì da scaricare in cortile, quando più mi ricapita un occasione del genere?" (magari l'anno prossimo?).
Poi bon, gli scemi iniziano a scemare ed io parto al vaglio di tutti i tg.
Che spettacolo ragazzi!, non solo han preso quattro sberle, han creato pure l'auto-attentato...
Magari uno ha urlato "biondaaaaa" e gli altri han capito bomba...
Comunque l'Isis ha davvero mandato un comunicato, diceva testualmente: Ma chi vi inculaaaa! 
La mia scena preferita è quella del tipo a dorso nudo e il vuoto intorno; se la guardate bene, ricorda la scena iniziale di 2001 Odissea nello Spazio: le scimmie spaventate che girano a cerchio davanti al monolite, inarrivabili!!!
Il giorno dopo ho girato io a vuoto chiedendo dove fosse la Festa del Duplete e godendomi la città finalmente priva di tristi maglie e di brutte facce.

Certo, questo post avrebbe potuto avere come titolo "Grazie Juve!" ma non posso scrivere un grazie juve! tutti gli anni, potrebbe sembrare una rubrica fissa, dai.
Un ultimo consiglio ai cugini sfigati: 
Cambiate lo slogan, era Fino alla Fine, visto l'esito mi pare più appropriato un (lo prendiamo) Fino in Fondo!

I LOVE YOU, TORINO





venerdì 21 aprile 2017

the producer

Non ho voglia ne' tempo per scrivere ma mi è capitato questo racconto scritto da qualcun altro, mi è piaciuto molto anche se è lungo e ve lo propongo con la promessa di tornare presto.

 

 

 

cristianaeffe's o i diari dell'espiazione di Oliver Holly Boursier

49.I rockers della cripta – Mademoiselle Calais, Lulù e Psychokiller

Gli amanti dell’Amantes stazionano al fresco, fuori, a fumare in un dehor che non c’è e che allora improvvisano sotto i balconi, sotto le tende, dentro i davanzali, ovunque c’è posto.
Piove.
Piove in modo pigro, proprio solo a volere bagnare la città, una pioggia rilassata senza improvvisazioni né turbamenti o cambi di intensità, a dare l’idea che qualcosa possa cambiare.
Non cambia niente, come al solito. Sarà una notte umida, bagnata, liquida, fradicia quando sarà mattina e saremo fradici tutti.
Mademoiselle Calais riesce a sguinzagliarsi via da una cena di cui poco so e poco ho capito.
Non importa.
Manellorgia ci sta aspettando sotto la volta di mattoni e cantina del Diamond, e intuisco che Pau non ci sarà, Pau sarà l’unico maschietto in un compleanno di trans spettacolari, e se va tutto come penso sarà le petit hero della festa.
Non si può dire niente, a Pau.
-… Mademoiselle, è ora di ballare. Andiamo a ballare. C’è Lella.
-… mais oui, sì, andiamo a balare…
Non perde il vizio francese, la Calais, ma come potrebbe?

Una parata di facce e volti e corpi e cocktails e gonne e stivali e All Stars, ragazzini alle prime armi nel delirio notturno che stanno in piedi da soli e sbattono la loro freschezza dappertutto, occhi di fame di cose che ancora devono succedere, vestiti stirati e speranze di gloria, le prime architetture home-made di se stessi, sembra che si muovano con un taglierino in mano a definire le proprie sagome, le prime traiettorie, i propri desideri, entusiasti se offri loro una canna e stupiti di tutto, a guardare e guardarsi e fare mucchio nella diversità, tutti pronti a rispondere alle sirene dei ragazzacci di Wooden Theories.
Teorie legnose, me la racconto così, e sembrano l’intelaiatura che sorregge queste pagine prive di mira se non di accumulo.
Poi ci siamo noi, con niente in comune forse ma l’età e le albe e le scie alle nostre spalle, sì, quelle sì che sono ben delineate, abbiamo scie luminose e passaggi conosciuti e ricordi che sono già ricordi scolpiti, qualcosa di dato e affermato, perché ormai siamo in pista da tanto tempo, la mia morosa dice anche troppo, e allora ritrovi la banda di Capriglio con Boffa e la Marnie e Pippo, il giro di Lella e Manette, Dr No e i cani sciolti, che non colonizzano nessun posto ma vanno dappertutto, e dappertutto questa sera è il Diamond.
Manellorgia Rock. Basta il nome.

Bollori sparsi, già. Credo di avere applaudito e riso come un bambino quando viene sistemato lo striscione sopra il mixer, uno striscione nero su bianco scritto con i caratteri che di solito trovavo sui flyers del Prinz Eugen o di El Paso, caratteri punk sporchi brutti e cattivi, senza cura delle sbavature, e lo striscione recita: LIMONARE, e la prima persona che emerge è Lella, che mette i dischi ridendo.

Poco importa che nessuno si trovi a limonare, tranne una coppia che si schiaccia contro il muro, e i muri del Diamond sudano, rilasciano vapore e caldo e umidità, e nella sauna Mademoiselle Calais balla e sorride, occhi chiusi e occhi aperti, e fomento le danze fomentando le danze, più che altro fomento il fomento, braccia al cielo e braccia a terra a sollevare entusiasmo e bordello, a fare da iconografia a quello che sta succedendo, come se assecondare la musica potesse farla esplodere ancora di più, fino a riempirci e farci saltare sul soffitto.
Lella litiga con una piccola abat-jour color panna che non riesce a sistemare da nessuna parte, sempre in mezzo ai coglioni, cazzo, poi ci ritroviamo dopo mezz’ora uno di fronte all’altra, lei dietro il mixer io davanti al mixer, con facce strafottenti di sorriso e gli indici che fanno no no e si muovono come tergicristalli, a sottolineare il ritornello di The man who sold the world, “not me, not me, i never lost control”, e sembriamo due ragazzini che se la menano tra loro sapendo di quel che parlano, e quello di cui parlano è una confessione di tante robe che li riguardano da vicino e mentre si confessano si prendono per il culo.
Proprio così.
Noi non abbiamo mai perso il controllo. No no, non noi.
Pensa se sì, a questo punto suggerisce Ram.
Per arrivare a questo punto basta guardare due giorni dopo le fotografie della serata, dove sono fatto di gomma e acqua, al punto che la vorrei come santino in caso di morte, un bel ovale in pelle nera e dentro il mio viso con gli occhi chiusi, un sorriso che è un incisione nel pongo e zero parole da aggiungere.
Ricordatemi così.

Quando arriva Lulù on the bridge non è presto e non è tardi.
E’.

Dopo sono vodka&lemon, vodka sour, acqua, sguardi e parole che fanno ridere.
Allora poi si pensa alle solite cose ritrite.
Tsk-tsk.
Parliamo cantiamo urliamo facciamo bordello saltando, sfidandoci, sorreggendoci, sfiorandoci, ridendo, fermandoci in stupide gratuite scenette come in un teatro di varietà a nostro uso e consumo, le parole che vanno a destinazione stranamente, nel vapore e nel buio, con incursioni di delirio e sorrisi compulsivi, quasi che a conoscerci dovessimo partire dal caos, tante briciole buttate sul tavolo con la sicurezza che si comporranno da sole.
Fiducia a gò-gò.
-… e pensa, signorina, sono addirittura etero!
Boffa annuisce, Mademoiselle Calais scoppia a ridere e Lulù on the bridge si allontana di poco verso il muro con una mano sulla bocca a trattenere la vodka sour per poi urlare: sei proprio un coglione!, e suona come un atto di stima.

Arrivano le bolle di sapone, il futuro sono sempre i ragazzini, voglia di fare altro pensare altro agire altro.

La bolgia è data dal caldo umido della cantina extra-size che è il Diamond, dalle droghe e dall’alcool e dal ballare e dai sorrisi.
Sorrisi sparsi tra tutti, tra età che vanno dai diciotto ai cinquanta, sorrisi nei vestiti e negli occhi e dietro le lenti, sorrisi negli approcci e nel bordello, sorrisi che non ricordavo così potenti e positivi da un sacco di tempo, non nella notte spessa della città, che ha perso il suo sorriso da troppo tempo tra risse e lame e scazzi e merda.
Non è il posto.
E’ la serata.
Dove c’è Lella, stai bene.
Dove c’è Manette, anche.
Per non parlare dei Wooden e delle loro teorie che a me paiono di gomma.

Dice, Lulù, che si chiama Lulù.
Non posso non crederle.
Anche perché appena mi guarda e suggerisce a Mademoiselle Calais che sono uno dei Cure, di colpo arrivano i Cure.
-… hai visto, Lulù on the bridge?... dovrei farmi di anfetamine o roba, invece sono in un simil acido e mi sembra di essere in un museo e voi siete i quadri…
Di nuovo, la signorina ride.
La signorina è davvero Lulù.
Lo capisco dopo un poco che la chiamo Lulù on the bridge, e dopo che mi ha detto di chiamarsi Lulù.
Già, dice Lulù, che si chiama Lulù.
Che altro?
Lulù.
Lou-lou.
Loulou.
La prima, quella di Pabst, rivisitata e ridisegnata per l’occasione,dopo essere stata versata in una bacinella di sorrisi, vodka sour, rock’n’roll e una latta di vernice nera.
Ah, cazzo.
Dimenticavo.
Occhi di gatto che se ne va sui tetti e un sorriso che potrebbe sfigurarti.
Mi fido.

Mademoiselle Calais lo sa che devo metterci del romanzo.
Non basta mai quello che recupero, perché non riesco a recuperare altro. Non svelare i segreti, creare un altro senso, buttare speranza a voi che entrate, coltivare il senso di cullare un bambino, dare valore, walking on sunshine.

Poi, tanta paura, i colpi bassi delle droghe consumate e che durano sempre di più, da un poco di tempo a questa parte, persone che barcollano, occhi sparati, troppi maschi, huligani della droga, disperazione, confusione, acqua, ore legali che non si capiscono, Lella e Marnie e perché me ne sono andato senza un motivo e dai tombini arrivava Never be alone, urla, piazze, taxi, paranoia, in testa per tre giorni Psychokiller, qu’est ce que c’est? Fa fa fa fa fa fa fa.

A dire, una notte in compagnia di Mademoiselle Calis e Lulù on the bridge che se ne vanno abbracciate verso i Muri, strafottenti e cazzone, con un passo che tiene lontano gli stronzi.

50.Una postilla di Psychokiller ai rockers della cripta

Gli amanti dell’Amantes.
Già.
C’è questa ragazza di nome Ana, svedese dice la Calais, alta e biondo paglia e forse ubriaca, aspirante attrice e nel frattempo non si sa che cosa, che per tutta la notte è stata da recuperare da qualche parte, e ogni volta che la Calais se ne preoccupava, lei sbucava vicino a noi con un cocktail in mano.
Siamo apprensivi, cazzo. Deve essere una questione di età.
Poi succede che alle sei del mattino scendiamo da un taxi in piazza della Repubblica, sotto, vicino a corso Giulio e pioggia dappertutto, e ci avviamo verso una cosa che dovrebbe essere un ingresso di casa, e lei dice di prelevare, e non capisco più niente.
Tubi Innocenti e impalcature e sacchi di cemento e sabbia e assi di legno. Mattoni. Una porta che è un’uscita di sicurezza in metallo, con la stranezza che qui si entra, non si scappa.
Ma sto scappando dalla tristezza paranoica delle droghe prese, dal vuoto della città e dai cadaveri che strisciano lungo i muri, da quella cazzo di sensazione che richiede di essere accuditi e non siamo in grado di farlo per noi, quelle merde che capitano quando ti rendi conto che ogni cosa ha il sopravvento, e non riuscire a capire tutto questo alla mia età è un pacco.
Così.
Mi vuole uccidere.
E’ una putta.
E’ cortese di natura.
Non esiste e me la sto immaginando.
Non so un cazzo e non voglio un cazzo.
So che non voglio perdermi a piedi di domenica all’alba buia che non c’è, fuso e logorato e preda di qualunque cosa e rischi annessi, voglio solo asciugarmi, capire le briciole, tornare a casa, non tornare mai più da nessuna parte.
Dietro quell’ingresso maciullato da lavori in corso, legno, spazzatura, ferro potrei aspettarmi una crack-house o un Hotel Nigeria sovraffollato o un raduno di maschi di Timisoara, e invece si manifestano ampie scale e larghi gradini.
Sono fradicio, umido, allucinato, neanche stanco. Provato. In un museo la cui vista sta diventando insostenibile. Troppo presente. Troppo tutto.
Sono le porte a fotterti, quando le apri. Dietro questa, c’è un enorme ingresso che si perde in stanze e soggiorni e bagni e cucine, con porcellane e ceramiche e marmi, vasche da bagno di fine ‘800 e pomelli decorati a pennello, affreschi e quadri, soffitti che si vanno a confondere con l’infinito e piccole sculture, sedie in velluto e finestre alte quanto le puoi vedere, e ancora di più.
Non è colpa delle droghe.
Esiste tutto.
-… questa è la casa delle fiabe, e insieme è un tranello alla mia confusione?
Perle ai porci.
Vaffanculo. Non so quanto merito questa casa di un altro tempo, che concede svago al mio cervello e lo solletica con affreschi, tende, tappeti, luci, vestiti sparpagliati, quelle cose che ti accudiscono e ti fomentano insieme, una suggestione in più a credere a ciò che pensi e come lo pensi.
Sdraiato sul tappeto, sotto lo sguardo misericordioso di questa giovane sconosciuta che, povera, le può passare qualunque cosa per la testa, anche pensare che sia io a volerla uccidere e poi venderne il corpo a brandelli al Balòn tra poche ore, stanco, con allucinazioni in libera uscita, le mie, capisco che il soffitto non può tollerarmi oltre.
Arriverà un altro taxi a raccogliermi sotto la pioggia in piazza della Repubblica, luce di lampioni e distante da tutto il resto, bagnato e di nero vestito, tremante, gli occhi come fari a raccogliere ogni minimo dettaglio, un sorriso devastato che ricorda un taglio, stanco, il freddo della fine delle cose, subito dopo il funerale e i corvi che corvano, e poi, soprattutto, non imparerò mai a averne abbastanza.
La redenzione è morta, signorina. Ci resta espiare.