venerdì 1 dicembre 2017

così va meglio?!?


Trenta settembre duemilasedici+1

OGR per concerto del GRANDE Giorgio Moroder ma siccome la foto con Moroder ce l'hanno tutti, io ho voluto esagerare come sempre e di Moroder me ne sono presa DUE!
CAPITO ORA?






martedì 31 ottobre 2017

vecchi che limonano



Che poi, noi Baby Boomer siam talmente potenti che per la prima volta nella storia si producono films di sessantenni che limonano; Harold&Maude non fa' testo, qui si vedono proprio sessantenni e oltre che scopano (e il ritmo è da campane a morto, specie per quanto riguarda gli uomini).
Io che provo ribrezzo da tempo immemore già solo nel vedere vecchi che leccano il gelato, reagisco a tali visioni come davanti ad un film horror: non si sono ancora spogliati che ho già le mani a raggiera davanti agli occhi! 
Non resisto al punto che devo raccapricciare qualcun altro e allora mando un sms a Ziggy: 
Aiut, film con vecchi che scopano!
Lei non ha tv e neanche mi può rispondere per problemi di contratto telefonico ma so che è atterrita come me riguardo la questione quindi durante la pubblicità la chiamo per fornirle tutti i dettagli e spartire preoccupazioni&disgusti anche se Zig non è drastica come lo sono io.
Io sono proprio messa male.
Ho sempre avuto uomini più giovani di me di almeno due anni anche quando di anni ne avevo venti anzi, crescendo la forbice s'è allargata ma dopo vere olimpiadi del sesso sono arrivata alla conclusione che con uno molto più giovane a vincere è il tempo!, nel senso che questi poverini sono cresciuti in un altra epoca, non riusciranno mai a colmare lo spazio che c'è tra una come me e loro.

Allo stesso tempo provo repulsione reale al pensiero di avere a che fare con una pelle avvizzita.
Persino io che son ben conservata subisco magagne inevitabili di decadenza, figurati un coetaneo che non ha avuto la mia stessa disciplina nel cercare di mantenersi il meglio possibile!
Questo più la quasi certezza di non innamorarmi mai più (requisito richiesto affinchè mi torni la voglia di trombare), mi ha spinta a chiudere bottega a tempo indeterminato.
Ma chiusa col filo spinato eh!

In ogni caso è confortante sapere di avere il ciclo ogni lunedì! 
Sì, l'ho scoperto in seguito quando coinvolgendo Zig le dicevo: "Ma che cazzo è, un epidemia?!?, c'è sempre qualche film con vecchi che limonano!"
E infatti è così; tutti i lunedì su Cielo ma finalmente la tortura è finita!
Su rai4 è ripreso Game of Thrones proprio di lunedì.
Addio brutti pensieri!

...però Gloria è un bel film!

martedì 3 ottobre 2017

Piccoli vantaggi della 'crescita'.



Che poi, il climaterio ha i suoi vantaggi: mutandine sempre pulite, zero segni di perdite...
Certo la patata prosciugata non è buona per i rapporti sessuali ma considerato che ti passa pure la voglia di trombare mi pare che il cerchio si chiuda elegantemente.


Oppure puoi cambiare canoni obsoleti e fartela coi fratelli Moroder, voilà:
anche avere l'amica fotografa ha i suoi vantaggi...
 

mercoledì 14 giugno 2017

il Duplete



Per non dimenticare

 
A causa di una congiura catodica volta probabilmente a rendermi meno stupida, da parecchio non ricevo canali Mediaset nel mio tv.
Benchè fossi stata invitata da molti a vedere la finale di Champions, ho rifiutato per miei personali e segreti motivi scaramantici ma anche perchè non avevo odio da dirigere verso una o l'altra squadra; per me quella partita era Juve d'italia contro Juve d'Europa, volevo seguirla come al solito, guardando altro cercando di interpretare le urla, i mugugni e le imprecazioni che giungono a me dalla sottostante birreria, noto covo di gobbi.
Dopo qualche nooooo ed un singolo coglione che verso il 20' strombazzava gridante per la via, più niente.
Ad un certo punto ricevo un sms da Zambra che ignaro delle mie assurde scaramanzie mi scrive che potevo andare a dormire tranquilla, nessuno avrebbe festeggiato.
Io stizzita gli rispondo:
"Shhhh, con la Juve fino al 99' non si parla!"
Lui: "3 a 1 per il Real, dammi retta, quelli non si riprendono..."
...non faccio tempo a leggere il più che chiudeva la frase che un frastuono come di unni impazziti sale fino alla trastollezza di casa mia, Jello rientra con un codone da esposizione e allora mi affaccio anche perchè sento gente che corre per le scale...
Mi sporgo dal balcone e vedo l'incredibbbile!!!
Il cortile pieno di gobbi!, uno aveva ancora la maglia di Inzaghi(...), si buttavano in ogni pertugio, parecchi caracollavano addirittura in cantina, una roba pazzesca! a vederli dall'alto più che conigli sembravano topi!
Non capivo cosa succedesse e allora chiedo:
Ma fate così perchè avete perso?
Hi, Hiii...
Quello che mi risponde non recepisce l'ironia e mi  dice di guardare alla tv cosa sta succedendo.
Io guardo tra i canali disponibili e capisco che avevano iniziato a fare i topi già in piazza San Carlo ma prima ancora di riuscire a riferire che stanno scappando per nulla arriva un altro sms di Zambra: 4!!!
Vuoi non comunicare la notizia a questi poveri tifosi?
Io: "Hey... Guarda che a furia di scappare vi siete persi il quarto gol! Ah, ed è un vero dispiacere non avere un pintone di pipì da scaricare in cortile, quando più mi ricapita un occasione del genere?" (magari l'anno prossimo?).
Poi bon, gli scemi iniziano a scemare ed io parto al vaglio di tutti i tg.
Che spettacolo ragazzi!, non solo han preso quattro sberle, han creato pure l'auto-attentato...
Magari uno ha urlato "biondaaaaa" e gli altri han capito bomba...
Comunque l'Isis ha davvero mandato un comunicato, diceva testualmente: Ma chi vi inculaaaa! 
La mia scena preferita è quella del tipo a dorso nudo e il vuoto intorno; se la guardate bene, ricorda la scena iniziale di 2001 Odissea nello Spazio: le scimmie spaventate che girano a cerchio davanti al monolite, inarrivabili!!!
Il giorno dopo ho girato io a vuoto chiedendo dove fosse la Festa del Duplete e godendomi la città finalmente priva di tristi maglie e di brutte facce.

Certo, questo post avrebbe potuto avere come titolo "Grazie Juve!" ma non posso scrivere un grazie juve! tutti gli anni, potrebbe sembrare una rubrica fissa, dai.
Un ultimo consiglio ai cugini sfigati: 
Cambiate lo slogan, era Fino alla Fine, visto l'esito mi pare più appropriato un (lo prendiamo) Fino in Fondo!

I LOVE YOU, TORINO





venerdì 21 aprile 2017

the producer

Non ho voglia ne' tempo per scrivere ma mi è capitato questo racconto scritto da qualcun altro, mi è piaciuto molto anche se è lungo e ve lo propongo con la promessa di tornare presto.

 

 

 

cristianaeffe's o i diari dell'espiazione di Oliver Holly Boursier

49.I rockers della cripta – Mademoiselle Calais, Lulù e Psychokiller

Gli amanti dell’Amantes stazionano al fresco, fuori, a fumare in un dehor che non c’è e che allora improvvisano sotto i balconi, sotto le tende, dentro i davanzali, ovunque c’è posto.
Piove.
Piove in modo pigro, proprio solo a volere bagnare la città, una pioggia rilassata senza improvvisazioni né turbamenti o cambi di intensità, a dare l’idea che qualcosa possa cambiare.
Non cambia niente, come al solito. Sarà una notte umida, bagnata, liquida, fradicia quando sarà mattina e saremo fradici tutti.
Mademoiselle Calais riesce a sguinzagliarsi via da una cena di cui poco so e poco ho capito.
Non importa.
Manellorgia ci sta aspettando sotto la volta di mattoni e cantina del Diamond, e intuisco che Pau non ci sarà, Pau sarà l’unico maschietto in un compleanno di trans spettacolari, e se va tutto come penso sarà le petit hero della festa.
Non si può dire niente, a Pau.
-… Mademoiselle, è ora di ballare. Andiamo a ballare. C’è Lella.
-… mais oui, sì, andiamo a balare…
Non perde il vizio francese, la Calais, ma come potrebbe?

Una parata di facce e volti e corpi e cocktails e gonne e stivali e All Stars, ragazzini alle prime armi nel delirio notturno che stanno in piedi da soli e sbattono la loro freschezza dappertutto, occhi di fame di cose che ancora devono succedere, vestiti stirati e speranze di gloria, le prime architetture home-made di se stessi, sembra che si muovano con un taglierino in mano a definire le proprie sagome, le prime traiettorie, i propri desideri, entusiasti se offri loro una canna e stupiti di tutto, a guardare e guardarsi e fare mucchio nella diversità, tutti pronti a rispondere alle sirene dei ragazzacci di Wooden Theories.
Teorie legnose, me la racconto così, e sembrano l’intelaiatura che sorregge queste pagine prive di mira se non di accumulo.
Poi ci siamo noi, con niente in comune forse ma l’età e le albe e le scie alle nostre spalle, sì, quelle sì che sono ben delineate, abbiamo scie luminose e passaggi conosciuti e ricordi che sono già ricordi scolpiti, qualcosa di dato e affermato, perché ormai siamo in pista da tanto tempo, la mia morosa dice anche troppo, e allora ritrovi la banda di Capriglio con Boffa e la Marnie e Pippo, il giro di Lella e Manette, Dr No e i cani sciolti, che non colonizzano nessun posto ma vanno dappertutto, e dappertutto questa sera è il Diamond.
Manellorgia Rock. Basta il nome.

Bollori sparsi, già. Credo di avere applaudito e riso come un bambino quando viene sistemato lo striscione sopra il mixer, uno striscione nero su bianco scritto con i caratteri che di solito trovavo sui flyers del Prinz Eugen o di El Paso, caratteri punk sporchi brutti e cattivi, senza cura delle sbavature, e lo striscione recita: LIMONARE, e la prima persona che emerge è Lella, che mette i dischi ridendo.

Poco importa che nessuno si trovi a limonare, tranne una coppia che si schiaccia contro il muro, e i muri del Diamond sudano, rilasciano vapore e caldo e umidità, e nella sauna Mademoiselle Calais balla e sorride, occhi chiusi e occhi aperti, e fomento le danze fomentando le danze, più che altro fomento il fomento, braccia al cielo e braccia a terra a sollevare entusiasmo e bordello, a fare da iconografia a quello che sta succedendo, come se assecondare la musica potesse farla esplodere ancora di più, fino a riempirci e farci saltare sul soffitto.
Lella litiga con una piccola abat-jour color panna che non riesce a sistemare da nessuna parte, sempre in mezzo ai coglioni, cazzo, poi ci ritroviamo dopo mezz’ora uno di fronte all’altra, lei dietro il mixer io davanti al mixer, con facce strafottenti di sorriso e gli indici che fanno no no e si muovono come tergicristalli, a sottolineare il ritornello di The man who sold the world, “not me, not me, i never lost control”, e sembriamo due ragazzini che se la menano tra loro sapendo di quel che parlano, e quello di cui parlano è una confessione di tante robe che li riguardano da vicino e mentre si confessano si prendono per il culo.
Proprio così.
Noi non abbiamo mai perso il controllo. No no, non noi.
Pensa se sì, a questo punto suggerisce Ram.
Per arrivare a questo punto basta guardare due giorni dopo le fotografie della serata, dove sono fatto di gomma e acqua, al punto che la vorrei come santino in caso di morte, un bel ovale in pelle nera e dentro il mio viso con gli occhi chiusi, un sorriso che è un incisione nel pongo e zero parole da aggiungere.
Ricordatemi così.

Quando arriva Lulù on the bridge non è presto e non è tardi.
E’.

Dopo sono vodka&lemon, vodka sour, acqua, sguardi e parole che fanno ridere.
Allora poi si pensa alle solite cose ritrite.
Tsk-tsk.
Parliamo cantiamo urliamo facciamo bordello saltando, sfidandoci, sorreggendoci, sfiorandoci, ridendo, fermandoci in stupide gratuite scenette come in un teatro di varietà a nostro uso e consumo, le parole che vanno a destinazione stranamente, nel vapore e nel buio, con incursioni di delirio e sorrisi compulsivi, quasi che a conoscerci dovessimo partire dal caos, tante briciole buttate sul tavolo con la sicurezza che si comporranno da sole.
Fiducia a gò-gò.
-… e pensa, signorina, sono addirittura etero!
Boffa annuisce, Mademoiselle Calais scoppia a ridere e Lulù on the bridge si allontana di poco verso il muro con una mano sulla bocca a trattenere la vodka sour per poi urlare: sei proprio un coglione!, e suona come un atto di stima.

Arrivano le bolle di sapone, il futuro sono sempre i ragazzini, voglia di fare altro pensare altro agire altro.

La bolgia è data dal caldo umido della cantina extra-size che è il Diamond, dalle droghe e dall’alcool e dal ballare e dai sorrisi.
Sorrisi sparsi tra tutti, tra età che vanno dai diciotto ai cinquanta, sorrisi nei vestiti e negli occhi e dietro le lenti, sorrisi negli approcci e nel bordello, sorrisi che non ricordavo così potenti e positivi da un sacco di tempo, non nella notte spessa della città, che ha perso il suo sorriso da troppo tempo tra risse e lame e scazzi e merda.
Non è il posto.
E’ la serata.
Dove c’è Lella, stai bene.
Dove c’è Manette, anche.
Per non parlare dei Wooden e delle loro teorie che a me paiono di gomma.

Dice, Lulù, che si chiama Lulù.
Non posso non crederle.
Anche perché appena mi guarda e suggerisce a Mademoiselle Calais che sono uno dei Cure, di colpo arrivano i Cure.
-… hai visto, Lulù on the bridge?... dovrei farmi di anfetamine o roba, invece sono in un simil acido e mi sembra di essere in un museo e voi siete i quadri…
Di nuovo, la signorina ride.
La signorina è davvero Lulù.
Lo capisco dopo un poco che la chiamo Lulù on the bridge, e dopo che mi ha detto di chiamarsi Lulù.
Già, dice Lulù, che si chiama Lulù.
Che altro?
Lulù.
Lou-lou.
Loulou.
La prima, quella di Pabst, rivisitata e ridisegnata per l’occasione,dopo essere stata versata in una bacinella di sorrisi, vodka sour, rock’n’roll e una latta di vernice nera.
Ah, cazzo.
Dimenticavo.
Occhi di gatto che se ne va sui tetti e un sorriso che potrebbe sfigurarti.
Mi fido.

Mademoiselle Calais lo sa che devo metterci del romanzo.
Non basta mai quello che recupero, perché non riesco a recuperare altro. Non svelare i segreti, creare un altro senso, buttare speranza a voi che entrate, coltivare il senso di cullare un bambino, dare valore, walking on sunshine.

Poi, tanta paura, i colpi bassi delle droghe consumate e che durano sempre di più, da un poco di tempo a questa parte, persone che barcollano, occhi sparati, troppi maschi, huligani della droga, disperazione, confusione, acqua, ore legali che non si capiscono, Lella e Marnie e perché me ne sono andato senza un motivo e dai tombini arrivava Never be alone, urla, piazze, taxi, paranoia, in testa per tre giorni Psychokiller, qu’est ce que c’est? Fa fa fa fa fa fa fa.

A dire, una notte in compagnia di Mademoiselle Calis e Lulù on the bridge che se ne vanno abbracciate verso i Muri, strafottenti e cazzone, con un passo che tiene lontano gli stronzi.

50.Una postilla di Psychokiller ai rockers della cripta

Gli amanti dell’Amantes.
Già.
C’è questa ragazza di nome Ana, svedese dice la Calais, alta e biondo paglia e forse ubriaca, aspirante attrice e nel frattempo non si sa che cosa, che per tutta la notte è stata da recuperare da qualche parte, e ogni volta che la Calais se ne preoccupava, lei sbucava vicino a noi con un cocktail in mano.
Siamo apprensivi, cazzo. Deve essere una questione di età.
Poi succede che alle sei del mattino scendiamo da un taxi in piazza della Repubblica, sotto, vicino a corso Giulio e pioggia dappertutto, e ci avviamo verso una cosa che dovrebbe essere un ingresso di casa, e lei dice di prelevare, e non capisco più niente.
Tubi Innocenti e impalcature e sacchi di cemento e sabbia e assi di legno. Mattoni. Una porta che è un’uscita di sicurezza in metallo, con la stranezza che qui si entra, non si scappa.
Ma sto scappando dalla tristezza paranoica delle droghe prese, dal vuoto della città e dai cadaveri che strisciano lungo i muri, da quella cazzo di sensazione che richiede di essere accuditi e non siamo in grado di farlo per noi, quelle merde che capitano quando ti rendi conto che ogni cosa ha il sopravvento, e non riuscire a capire tutto questo alla mia età è un pacco.
Così.
Mi vuole uccidere.
E’ una putta.
E’ cortese di natura.
Non esiste e me la sto immaginando.
Non so un cazzo e non voglio un cazzo.
So che non voglio perdermi a piedi di domenica all’alba buia che non c’è, fuso e logorato e preda di qualunque cosa e rischi annessi, voglio solo asciugarmi, capire le briciole, tornare a casa, non tornare mai più da nessuna parte.
Dietro quell’ingresso maciullato da lavori in corso, legno, spazzatura, ferro potrei aspettarmi una crack-house o un Hotel Nigeria sovraffollato o un raduno di maschi di Timisoara, e invece si manifestano ampie scale e larghi gradini.
Sono fradicio, umido, allucinato, neanche stanco. Provato. In un museo la cui vista sta diventando insostenibile. Troppo presente. Troppo tutto.
Sono le porte a fotterti, quando le apri. Dietro questa, c’è un enorme ingresso che si perde in stanze e soggiorni e bagni e cucine, con porcellane e ceramiche e marmi, vasche da bagno di fine ‘800 e pomelli decorati a pennello, affreschi e quadri, soffitti che si vanno a confondere con l’infinito e piccole sculture, sedie in velluto e finestre alte quanto le puoi vedere, e ancora di più.
Non è colpa delle droghe.
Esiste tutto.
-… questa è la casa delle fiabe, e insieme è un tranello alla mia confusione?
Perle ai porci.
Vaffanculo. Non so quanto merito questa casa di un altro tempo, che concede svago al mio cervello e lo solletica con affreschi, tende, tappeti, luci, vestiti sparpagliati, quelle cose che ti accudiscono e ti fomentano insieme, una suggestione in più a credere a ciò che pensi e come lo pensi.
Sdraiato sul tappeto, sotto lo sguardo misericordioso di questa giovane sconosciuta che, povera, le può passare qualunque cosa per la testa, anche pensare che sia io a volerla uccidere e poi venderne il corpo a brandelli al Balòn tra poche ore, stanco, con allucinazioni in libera uscita, le mie, capisco che il soffitto non può tollerarmi oltre.
Arriverà un altro taxi a raccogliermi sotto la pioggia in piazza della Repubblica, luce di lampioni e distante da tutto il resto, bagnato e di nero vestito, tremante, gli occhi come fari a raccogliere ogni minimo dettaglio, un sorriso devastato che ricorda un taglio, stanco, il freddo della fine delle cose, subito dopo il funerale e i corvi che corvano, e poi, soprattutto, non imparerò mai a averne abbastanza.
La redenzione è morta, signorina. Ci resta espiare.

domenica 25 dicembre 2016

another one

Priva di emozioni positive, mentre bevevo il caffè pensavo che comunque il Natale ha sempre avuto un influenza malinconica su di me, come avesse il potere di buttarmi in solitudine anche quando sola non sono.
Probabilmente ha origini antiche.
I primi Natale della mia vita li ho passati in solitudine con mia madre festeggiando con quel poco che avevamo ed è forse la malinconia impressa sul volto di mia madre che non poteva offrirmi di più o credeva avessi voluto di più (mentre per me era importante che non mi abbandonasse), che ha condizionato tutti gli altri Natale a venire.
Dopo qualche tempo mamma è riuscita a scrollarsi di dosso quell'introversismo tipico dello scorpione ed allora entrammmo nel giro dei Natale dai vicini di casa, credo sempre perchè era brutto lasciarci a festeggiare da sole.
I Natale dai calabresi furono una vera manna per me che non avevo idea di come fosse una famiglia normale in più imparai a giocare a tombola, a sparecchiare il tavolo e a stare fuori a giocare con gli altri bambini (una delle quali diventò la mia migliore amica per sempre).
Quella famiglia era numerosissima ed ogni anno io e mà venivamo coinvole nelle loro beghe interne anche violente che magari finivano per la riunione di Pasqua o viceversa oppure si chiudeva il caso Andrea/Genny per aprire quello Mimmo/Rosa, una cosa continua insomma, per quello noi bambini stavamo fuori a giocare.
Per quello io e mamma ogni volta che ci ritiravamo nella nostra casa passavamo dita sulla fronte sospirando.
Per questo ogni Natale inevitabilmente mi sento un po' sola ma poi penso non siano messi bene neanche quelli che devono stare in famiglia e inizio a cazzeggiare in totale libertà nel senso che mi dispenso pure dalle mie di regole e riesco a venirmene fuori con malinconica allegria anche grazie alla mia amica Maria.
Quel che mi spaventa è l'avvento del 2016+1!

martedì 20 dicembre 2016

s-considerazioni


Dunque, ci eravamo lasciati che quel pagliaccio di Trump aveva vinto le elezioni, subito dopo sono riuscita a perdere il referendum senza neanche andare a votare; ero la più indecisa di tutti anche perchè della costituzione io volevo abolire il primo articolo, quello che dice che questa nazione è fondata sul lavoro e sulla famiglia.
Lavoro non ce n'è, la famiglia procura solo guai e problemi a me sembrava logico eliminare eventuali infelicità alla radice invece si sa, io penso una cosa, il popolo un altra

Il certificato elettorale me l'ero portata dietro magari mi veniva voglia di esprimere il mio parere, chissà; ero a cena con le mie amiche da Michele loco in cui son riuscita a litigare con un tamarro a cena lì con tutta la famiglia giunta da Foggia, credo, urlavano come parte di essi fossero rimasti al paese e quando gli ho fatto notare che non riuscivo a sentire cosa diceva chi avevo di fronte lui, il tamarro, mi ha dato della comunista.
Evidentemente i discorsi in dialetto urlato lo annoiavano e lui si faceva i cazzi nostri, mi avrà sentito dire che con un Trump emergente che evidenzia la sua simpatia per Putin che è sconsideratamente attratto da Erdogan sarebbe stato bene farci trovare uniti -noi europei-, invece è andata diversamente il popolo bue ha deciso che era meglio la bagarre ed io comprendendo che il tamarro avrebbe votato No proprio in quel momento ho deciso che  sarei andata e avrei votato Sì ma non ho fatto in tempo, erano le 22.50 quando sono uscita dalla pizzeria.
Da buona tifosa però, appena giunta a casa accendo il tv e mi rendo conto immediatamente della debacle, non vi dico che tortura vedere Salvini felice, la Meloni pure (sta a vedere che sono davvero comunista?), Berlusconi anche...
...non ce la posso fare.
Risultato?
Son stata per settantadue ore fissa su Raistoria!
Mai provato simpatia per Renzi se non durante gli ultimi giorni (affinità tra loser), ma giuro che fossi stata lui, sarei partita per Courmayeur con aereo presidenziale e famiglia completa al seguito e avrei postato solo foto di me (lui) in costume su telo d'ermellino tra la neve mentre Agnese ci ingozza di montblanc (il dolce).
Taglio il resto di delizie che mi sarei concessa perchè neanche due giorni dopo la situazione ha virato a mio favore: il crollo di roma, che c'è di meglio?
Godo tutt'ora come una faina.


La verità è che fino a ieri sera godevo come una faina poi purtroppo l'attacco a Berlino.
Ma sti cazzo di isis che hanno, una mappetta delle mie città preferite? New York, Parigi, Nizza, Berlino... ...ma perchè a Londra no?
A Crotone, Barcellona, Roooooma e daje!

mercoledì 30 novembre 2016

Marghe


Cazzo Marghe quante risate ci faremmo, se solo fossi ancora viva, a seguire le marachelle del tuo congiunto.
Ricordo ancora la tua ingestibile gioia quando incredibilmente! ci siamo incontrate a Bologna ed avevano appena arrestato Edo in Kenya per possesso di droga, eri incontenibile, continuavi a ripetere:
"Hai capito???? Ora non sono più io la pecora neraaaaaa, tieeeee'!!!"
E così abbiamo festeggiato insieme lì, a Bologna che ci guardavano male pure quelli dell'Isola dov'ero ospite.
Eri nata così, ribelle e col tempo sei diventata rabbiosa perchè l'unica cosa in cui credevi e che cercavi era Amore, anche solo l'amore di un uomo se proprio l'Amore Universale era difficile ma nessuno era in grado di dartene almeno un po', magari disinteressatamente. Nessuno tranne l'unico che tu abbia mai amato ma che mai ha amato te e te l'aveva pure detto in faccia, dopo anni di forse ce n'è.
Le serate da te alla Fetta di Polenta a guardare in loop gli Stones a Woodsrock o in alternativa i Doors non facevano che incoraggiarti a vivere la vita in quel modo lì anzi, per te era possibile vivere la vita solo in quel modo ma difficilmente ciò si legava con le esigenze di etichetta delle quali provavi a fregartene quasi come tu sapessi quanto poco tempo avessi a disposizione.
Tutti ricordano i tuoi balli sfrenati fino a scioglierti nella musica la quale filtrata da te diventava sudore, puro sfogo.
Avevi deciso di vivere da reietta che sennò si pretendeva troppo, preferivi pensassero che eri irrecuperabile, questo ti faceva sentire libera, dicevi.
Seguirono altri duri colpi per la Famiglia e tu dovevi mantenere l'aplomb ma non vedevi l'ora di tornare all'altra te, quella che la facciata neanche sapeva cosa fosse ed allora bruciavi la candela da entrambi i lati, bruciavi d'Amore per Ferdi che poi si è innamorato di un altra e per quest'altra si è ucciso.
E' stato il colpo più duro proprio in quel periodo poi, che avevi subìto anche un gravissimo incidente: 'rottura del bacino'. Ti avevano investito ed erano pure tornati indietro in retromarcia per vedere cosa avevano investito, passando più volte sul bacino
... anche il destino cercava di ingabbiarti con le viti che ti attraversavano la vita.
"Vedi Lella, l'unica cosa di cui non ho bisogno nella vita sono i soldi ed ora per questo incidente e per portare altro dolore mi danno trecento milioni, mi sembra una beffa!"
Volevi morire già da un po' ma da sola avevi fallito; mi hai persino chiesto aiuto in tal senso, volevi addirittura pagarmi ma io l'avevo buttata a ridere: Seee, conoscendoti lasci un biglietto con su scritto 'se muoio è stata Lella', eppoi non ho voglia di ucciderti sennò resto l'unica sbandata della città...
E allora hai fatto da sola, una siringa in un braccio, una nell'altro come Lui.
L'ultima volta che ci eravamo viste qui, davanti a Fiorio, avevamo litigato di brutto e purtroppo non abbiamo avuto il tempo di fare pace, avevi troppa fretta di andartene.
Ero già ospite di Malcolm il giorno del tuo funerale, lui mi aveva chiesto se volevo venire ma non ero messa bene in quel periodo, nessuno dei tuoi amici era messo bene, io ho preferito disertare e così han fatto gli altri ma devi sapere che tua madre avrebbe preferito che ci fossimo, lo so per certo, l'ha detto a Mal, "sarebbe sembrato più vero!", parole sue.
Grazie a te, a Ferdi, a Edo e molti altri ho capito che davvero i soldi non danno la felicità, che ognuno è solo a modo suo e che se hai un amico vero, è bene che tu ci faccia pace se hai litigato che si sa mai quel che può succedere; a me è rimasto l'amarone però sento che non siamo rimaste litigate (erano passate solo due settimane, di solito neanche un mese ed eravamo di nuovo a cazzeggiare insieme) e soprattutto Marghe devi sapere che Lapo è molto più pecorone nero di te, saresti euforica, non staresti nelle mutande, rideremmo a crepapelle, lo so!

martedì 22 novembre 2016

incistatissima!


L'altro giorno ho dovuto eseguire noiosi compiti col picci e mentre attendevo con s-pazienza si caricassero file ecc., mi son messa a cazzeggiare cercando notizie su Lady Cacca ed ho così scoperto cose INAUDITE!!!
Intanto che ho guadagnato 372ecc euo grazie a questo Blog!
Certo, non è chissà quanto in cinque anni ma se tieni conto del fatto che secondo me lo stavo facendo gratis, è una sorpresa nonchè una gratifica, no?
Sempre lì c'era scritto che sono 393.eccesima  nella classifica italiana (ahimè, per tre giorni ero convinta mondiale! ) ma va bene lo stesso, se conti che c'è il blog di grillo, quello di Bordone, quelli dei fashion blogger, quelli di ogni grillino...
Insomma, siccome sono abituata a tenere le aspettative sempre a cuccia per me questi sono risultatoni!
Per rendere l'idea di quanto le mie aspettative striscino proprio per default, immaginavo che tale risultato avrei potuto ottenerlo solo da postuma come John Fante 

aaaazzz che paragone, meno male che strisciavi...
Hi, hiiii...
Pensate che per ogni vostra cliccata guadagno ben 0,003cents, chi l'avrebbe mai detto?
E così l'altra notte mentre non riuscivo a dormire, ho pensato che devo scrivere di più, non tanto per diventare ricca ma perchè è bello ricevere riconoscimento facendo quel che ami.
Un po' come quando ti pagano per mettere i dischi o per andare a ballare ed invitare gli amici... ...bisogna dirlo, son stata alquanto fortunata pur se sempre in altalena!
Purtroppo però mentre pensavo insonne a quali post avrei potuto produrre tenendo conto del fatto che ormai ho capito che vi piacciono più che altro i racconti di Lellazepam, mi son trovata a corto di memoria, se solo ci fosse il modo di fare una Tac all'amigdala prima che mi scada l'esenzione per sapere come sono messa, sarebbe comodo. Bellissimo no che il risultato potrebbe essere sconfortante e qui le striscianti aspettative c'entrano poco, questo è realismo: io dimentico tutto!
Per esempio mi vengono degli aneddoti e subito il dubbio di averli già scritti o forse no, forse li ho solo raccontati un casino di volte?
Nel caso abbia già scritto quella storia, fortunatamente ho un Jolly, si chiama Barbara e si ricorda quasi frase per frase quel che scrivo quindi Barbara, chiedi ad Ortensia il mio numero che cazzo, devo mica sempre e solo incontrarti alle feste, quando ho bisogno di te e della tua memoria ma non ho voglia di uscire come altro posso fare?

C'è un ricordo che mi ossessiona proprio perchè senza soluzione dato che solo io potrei risolverlo se avessi memoria; passando da Porta Nuova son stata colta da lampo (proprio come quello dei fumetti): mi son vista dove si facevano le prenotazioni, nel grande atrio e ricordato che passavo molto tempo seduta sulle lunghe panche di marmo, solo che non dovevo fare biglietto ne' partire, facevo qualche losco ciocco che proprio fatica a riemergere. Non credo fossi lì ad attendere pusher anche se ero talmente spavalda da godere a fare i truschi in faccia agli sbirri.
Forse qualcosa che ha a che vedere con le caselle postali dato che ero senza fissa dimora ma tenevo lo stesso corrispondenze?
Forse cambiavo valute o travel-cheque?
Cazzo, fosse ancora viva Debora, lei lo saprebbe che sicuro siccome ero a Porta Nuova dopo passavo da lei sotto i portici...

Vi lascio con questo mistero che sicuramente non lascerà me.

domenica 13 novembre 2016

altAliena


Più di un mese che non scrivo, mai successo eh?
Magari qualcuno ha pensato avessi soppresso il blog ma la verità è che mi sono persa nella merda che sta sommergendo il globo.
Certo dagli americani me l'aspettavo una sorpresa di questa portata, mi avevano deluso già quando hanno votato un negro piuttosto che una donna, stavolta invece di, hanno scelto un handicappato e fanculo il politicamente corretto, che abbiamo noi donne, la lebbra?
Per non buttarmi nello sconforto prendo in prestito le parole della Geppi: ''Il mondo non è ancora pronto per farsi guidare esseri superiori!''
Al di là del pessimismo cosmico cui aggiungo anche la debacle della sonda Schiaparelli (non era male pensare di fuggire sul pianeta rosso), io sto altalenamente bene, qui di seguito due episodi che lo confermano (che sto bene in altalena).
Episodio 1
Grazie al gruppo di Polvere (giornale di drogati ed altro), riesco a smorzare i tempi per fare analisi approfondite al fegato.
Oltre a quelle del sangue che meno male che ho l'esenzione sennò costavano trecento euo, riesco finalmente ad eseguire il fibroscan, una modernissima e non più dolorosissima biopsia.
Già mentre mi pizzicava il fegatuccio il dottore non emetteva suoni sgradevoli anzi diceva cose tipo: ''Ma questo è un fegato normale!''

ciò perchè l'avevo informato di essere positiva all'epatite C dal '90, ma non è finita 
quando siamo passati nel suo studio ha confrontato tutte le carte, guardata e con soddisfazione aggiunto che io molto probabilmente sono uno di quei rari casi in cui il virus rimarrà dormiente.
''Non svilupperà mai la malattia, capisce???''
E non la trasmetterò mai a nessuno?
NO!

Tumore al fegato?
NO!
Non mi spetta neanche la cirrosi epatica?
NO!
Ad un certo punto deve essersi reso conto di essere più felice di me e mi chiede se ho capito bene, io dico:

Sì certo, però sa dottore, è da trent'anni che ho un unica certezza ed è quella che morirò per qualcosa al fegato connessa, ora lei mi sta dicendo che devo trovare un altro modo di morire, se permette sono destabilizzata...

Cercavo altri modi di morire?


Episodio 2

Sfrutto in pieno l'esenzione e mi faccio anche le lastre alla schiena per capire se questo dolore ormai sempre presente dipenda da un ernia o checazzoneso', mi reco all'Oftalmico purtroppo di mattina, neanche fatto gym, che cazzo... il radiologo mi posiziona, va alla sua macchinetta ed inizia a chiedermi se ho avuto incidenti
mmmmm
Io vedevo la mia immagine interiore riflessa nel vetro dietro di lui e notando una situazione diciamo un po' serpentina gli chiedo:
Ma è davvero così storta come la vedo io?
''Eh sì, a parte questa evidente scoliosi (e indica la zona lombare), è preoccupante questa artrosi cervicale, qui è messa come una donna di settant'anni, se non ha avuto incidenti e fa ginnastica come mi ha detto, non può che essere di origine genetica!'' (Grazie mamma!)
Mi spavento, rimango in silenzio un attimo, lui cerca di rassicurarmi dicendo che comunque solo l'ortopedico può emettere una sentenza affidabile ma io rimango sulle mie finchè non elaboro finalmente la domanda intelligente:

Scusi dottore ma non potrebbe essere una questione organica?
Lui mi guarda stupito

Voglio dire, io non sono per niente fotogenica, può essere che venga male anche dentro?
Devo dire che ha riso molto.

Per rassicurare chi mi vuole bene dico che pure l'ortopedico a vedere le lastre ha detto che ho settant'anni  ma poi mi ha fatto fare alcuni esercizi ed alla fine ha detto che il resto della schiena è molto flessibile e siccome era molto simpatico (un interista/granata, il massimo del masochismo), ha parafrasato il radiologo:
''Diciamo che la sua schiena ha sessant'anni, non settanta!''
Beh dai, mi ha tolto dieci anni e trovato un nuovo modo di morire, ora so che probabilmente morirò come Anna Marchesini, sigh!


avete notato che litigo con le virgolette e che anzi le vorrei abolire?

giovedì 29 settembre 2016

Torino è la mia città (ed è pure magica...)


Ma come cazzo si fa a crescere ogni anno di più restando sempre gli stessi?
Come si fa ad essere sempre più fighi nonostante il tempo che passa?
Come si fa a tenere l'anima intatta nonostante le contaminazioni generazionali/artistiche?
Cosa succede sul palco degli Amici di Piero?
Cos'è che fa trovare una marcia in più ad ogni gruppo che vi partecipa?
No perchè la cosa è quasi grave per me, ieri mi sono addirittura entusiasmata per gli Statuto. Non so cosa gli sia capitato ma hanno iniziato con un tiro che ricordava gli Suede ed hanno continuato così...
Che cazzo è?
Non vi dico i Punkreas...
Erano proprio felici di suonare a Torino, hanno fatto una carneficina, indotto serotonina + adrenalina + endorfina, roba da riprodurre chimicamente per guarire chiunque dalla depressione. Giuro che mi farei crescere vene nuove pur di farmeli!
Poi pensi: "Vabbè, dopo questo non si può che scendere", invece no.
Pure i Fratelli di Soledad si sono lanciati in assoli chitarrosi che ti dovevi fregare gli occhi per poi dirti che no, sono proprio loro, i Fratelli!
Quindi ora si scende?
No, ovviamente salgono in cattedra i Subsonica che erano perfetti pure stilisticamente; Samuel aveva una camicia che pareva dovesse partire per Pechino Express ma era perfetto, luci perfette, tutti matti!!!
io guardo sempre Max perchè ha la mia età e mi immagino che anche lui si irrigidisca quando urlano "SALTA!", poi Vicio col basso e le movenze Dark/Wave...
Che fighi!
Dico niente sui Monaci del Surf perchè lo sanno tutti che sono i miei preferiti però han fatto una cover di Keep em separated dalla quale dovrebbero imparare gli stessi Offspring!
I Mau Mau (che dividevano il palco coi Bandakadabra e infatti sembravano i Schola Cantorum) come al solito li ho evitati a causa del mio odio inconscio per la fisarmonica ma a sorpresa e purtroppo è una cosa che abbiamo visto solo noi dietro il palco, han continuato a suonare in fila indiana fino al privée, davvero FICHISSIMO anche se inconsciamente odio pure le Bande.
Ma allora, cos'è, COS'E' che succede su quel palco?
Magia?
Io credo di saperlo...
Dev'essere l'anima di Piero, con quella di Caterina, con quella di Tannoia, con quella di Fabio il Negro, unita all'anima Rock di questa città che è magica e non per modo di dire.
Dai Milano, Roma, Napoli, provate a rubarci pure 'Gli Amici di Piero', vi verrà fuori una bella merda perchè NOI siamo Torino e voi non siete un Cazzo!
scusate la banale citazione ma quando ci vuole ci vuole

 
P.S.: alcuni gruppi non sono stati nominati o perchè avevano già suonato o perchè mi ero persa nel privée o perchè cercavo bagni alternativi con Gaia e Vanessa.
Ho dovuto andare via con sommo dispiacere quando suonavano i miei Linea77, l'ultima immagine che ho negli occhi è quella di Maggio caldo come il sole ma purtroppo tale sole non giungeva alle mie giunture usurate e doloranti.
P.S.2: pure il mio più coetaneo di tutti -Casacci- si è ritirato nello stesso momento, altrochè "SALTA!"

Tati... Visto che Zalone si è dato alla beneficenza a modo suo, perchè non provi a chiedergli se lo presenta lui l'anno prossimo? O sennò dato che siamo scemi uguale, perchè non chiedi alla tua amica? Sono pronta a chiamarmi Lady Checca, se vuoi...

venerdì 23 settembre 2016

incidenti

La notizia è questa:
lunedì mentre tornavo dal party di compleanno del Barbiturici ero talmente ciucca che avrei potuto morire schiantandomi contro ogni muro incrociato da via Montebello a casa; quando son riuscita a giungere nell'androne stavo praticamente cantando vittoria quando perdo il controllo della bici (da ferma, piedi a terra) e invece di mollarla che tanto ne' lei -la bici- ne' i dischi si sarebbero fatti male, l'alcool mi ha consigliato di seguirlo il ciclino e così son caduta di faccia -lato sinistro- conficcandomi parte degli occhiali nell'angolo dell'occhio.
Risultato: occhiali spatarrati e occhio nero.
Il momento angosciante è stato cercare la lente perduta al buio, da cieca, nel parterre del mio cortiletto che a quell'ora (quale ora non so...) è di solito arredato da sacchi dell'immondizia prodotti amabilmente dalla birreria sottostante; 

l'unico lato positivo, Jello che a sentire quel trambustio deve aver capito che avevo combinato una Lellata ed ha iniziato a miagolare disperato. Jello crede di essere un cane e non miagola MAI quindi questa sua disperazione mi ha fatto pensare che in fondo anche se fa tanto il duro, sta iniziando a volermi bene e comunque pur di salire al più presto per confortarlo nonostante buio e cecità trovo la lente piuttosto in fretta. Un miracolo!
Insomma, dopo ciò nasce l'esigenza di un occhiale nuovo.
Benedetta, visto che siamo in prossimità del mio compleanno, mi dice di andare da Fulcheri che sono suoi amici ecc. ecc., che me li regala lei, no problem.
No problem...
Evidentemente negli anni diabolici devo averlo colpito Fulcheri, quindi all'inizio stavano un po' sulle loro ma siccome pecunia non olet, han fatto buon viso a cattivo gioco ed io ho ricambiato cercando di non farmi prendere dall'indecisione -che è la mia specialità-, ho scelto velocemente un occhiale che mi piace tanto, mi han fatto una visita coi controcazzi, detto che ho perso due diottrie (mi sembrava...) ed altrettanto velocemente mi han fatto trovare gli occhiali nuovi pronti.
Li provo, ci vedo benissimo, mi stanno benissimo -d'altronde ho un ovale perfetto (hi, hiii!), difficile mi stiano male gli occhiali, il problema sorge quando mi avvicino allo specchio: ci vedo talmente bene che tutti i difetti del contorno occhi mi sembrano ingranditi -compreso l'occhio nero.
Il dilemma attuale è: possibile che io ci veda molto meglio ma che purtroppo ci veda meglio anche chi ho di fronte?
Tutte le mie magagne, la palpebra alla Fallaci, le sopracciglia da rivedere, le occhiaie, lì in bella vista alla mercè di tutti!
Azz!
Oggi ho richiamato Fulcheri, espresso i miei dubbi ed alla fine mi ha invitato ad andare per vedere se troviamo un modello più stretto che riesca a coprire i difetti che gli ho elencato.
Prima di chiamare ci ho pensato un bel po' temendo un diniego ma come al solito mi è tornato alla mente il motto di Caterina Farassino: Provaci sempre al massimo ti dicono di no!

Mi han detto sì!
Grazie ancora Cate!